Film da vedere stasera in tv: IL PROFESSORE CAMBIA SCUOLA di Olivier Ayache-Vidal (giovedì 15 aprile 2021)

Il professore cambia scuola (Les Grands Esprits) di Olivier Ayache-Vidal, 2017. Rai 3, ore 21:20, giovedì 15 aprile 2021.
Quello del professore o della professoressa alle prese con riottosa classe polietnica in aree disagiate e che alla fine trionfa su ogni avversità è genere consolidato e perfino antico del più virtuoso cinema civile, da La scuola della violenza del 1967 con il mitologico Sidney Poitier fino al nuovissimo tedesco, appena visto alla Berlinale 2021 online, Mr Bachmann and His Class passando ovviamente per la Palma d’oro La classe di Laurent Cantet (non mancano nemeno contributi italiani al tema come La mia classe di Daniele Gaglianone). Si inserisce pienamente nel genere questo francese Il professore cambia scuola, piatto titolo italiano dell’origi nale Les Grands Esprits, i grandi spiriti, uscito nel 2017 in qualche cinema e passato del tutto inosservato. Merita in vece una ri-visione televisiva, se non altro perché al déjà vu aggiunge una spaccatura (e un sordo conflitto) di classe tra docente borghese e proletariato studentesco di famiglie immigrate  più accentuata del solito, anche se lo schema narrativo quello resta. E pure la redenzione finale.
Prof di lettere al prestgioso liceo parigino Henri-IV, appartenente a illustre dinastia intellettuale (il padre è scrittore), François Foucault ha la cattiva idea di lanciarsi in un’invettiva contro lo Stato colpevole a suo dire di abbandonare i ragazzi della periferie anziché mandar loro i meglio insegnanti della République acciocché li appassionino alla Cultura (francese) e li tolgano dalle pessime compagnie della strada. Verrà subito accontentato, l’infervorato prof, ed eccolo dirottato per un anno dal ministero, e senza che si possa opporre, in una scuola di pessima fama della banlieue. Lui, animato dalle migliori intenzioni, cercherà di inoculare nella scolaresca assai assortita di tipi, tipe e tipacci l’amore per lo studio, il bello ecc., ricevendo in cambio sbuffi di noia e pure peggio. Il suo sogno, non privo di nobiltà, di dare alle periferie la stessa qualità di istruzione di cui godono i migliori arrondissement di Parigi naufraga subito, fino a che Foucault l’idealista dovrà scendere a a patti con il principio di realtà e escogitare una strategia che aggiri resistenze e ostilità. La chiave sarà I miserabili di Victor Hugo, la cui lettura Foucault riuscirà a rendere accattivante come una cronaca fresca di vita di banlieue (Hugo forever! mica per niente Ladj Ly ha titolato Les Misérables il suo film di un paio di anni fa, tranche de vie banlieusarde di enorme successo in patria e resto del mondo). Prima di varare il progetto il regista Olivier Ayache-Vidal ha condotto lunghe ricerche in scuole a vario titolo complicate dello sterminato hinterland parigino, e il risultato, di sicuro rispettabile, è questo. Con Denis Podalydès ‘de la Comédie Française’, come ci ricordano i crditi.

 

 

 

 

 

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