Film di culto stasera (tardi) in tv: N… COME NEGRIERI di Alberto Cavallone (merc. 28 aprile 2021)

N… come negrieri di Alberto Cavallone (1964). Cine34, ore 0:37, mercoledì 28 aprile 2021.

Alberto Cavallone

Cine34 lo presenta come un inedito dello stracultistico e assai maudit, ma maudit veramente, autore milanese Alberto Cavallone (e N… come negrieri lo dà per inedito anche Wikipedia snocciolando la filmografia del regista. E che sia opera finora avvolta nel mistero emerge pure da Stracult  – edizione Baldini Castoldi – di Marco Giusti, dove compaiono tutti i film di Cavallone, ma su questo neanche un accenno). Sicché trattasi di una pepita d’oro N… come negrieri messo in onda e chissà come e chissà dove ritrovato dagli archeologi di Cine34 (complimenti ragazzi). Impossibile rintracciare info al riguardo in rete se non qualche vaga sinossi tipo ‘un giornalista francese a Francoforte per  seguire il processo ad alcuni riminali nazisti coinvolge un’interprete in un’inchiesta sul sentire dei tedeschi rispetto all’ormai lontana ma ancora viva nella memoria seonda guerra mondiale’. Credo che potrebbe dire di più il massimo esperto del globo terracqueo di Cavallone, il vicediretore di Nocturno Davide Pulici: e però niente, almeno finora, nella sua bacheca Facebook sulla messa in onda stasera di N… . Di sicuro del film avrà parlato nel suo imprescindibile www.gambala.com – La vita e le opere di Alberto Cavallone, Nocturno libri, acquistabile su Nocturno Store e a Milano da Bloodbuster. Libro (da me purtroppo non ancora comprato né consultato: provvederò al più presto) cui naturalmente rimando per scoprire qualcosa di N… e sapere tutto di Cavallone.
Chiamarlo autore anomalo, Cavallone, è dire poco. Perlopiù ignorato dalla critica istituzionale, confinato in una zona grigia eppure fiammeggiante tra cinema autoriale-personale e cinema di genere che traffica con l’istintualità, il sogno, l’incubo, il delirio, AC è stato indagatore e metteur en scène degli incastri tra relazioni di potere-dominio e sessualità oltre che delle zone più occulte del nostro inconscio. Attratto dagli autori irregolari e distanti dalla medietà, dal surrealismo e presurrealismo, eccolo immettere nel suo cinema, che è anche costruzione di una politica dell’eros per mezzo di film, echi e segmenti di Lautréamont, di Frantz Fanon, del Rimbaud della stagione all’inferno. Un solo suo titolo può essere definito successo di pubblico, quel Le salamandre del 1969 – ne parlò bene mi pare l’allora critico del Giorno Pietro Bianchi  – che intercettava il filone lesbo-chic aperto da Les Biches di Chabrol per raccontare sullo sfondo di un Nord Africa in via di turistizzazione la storia tra una fotografa europea (Erna Schurer) e una modella di colore (Beryl Cunningham, compagna di vita e lavoro di Piero Vivarelli). Seguiranno con minore fortuna di incassi titoli altri e alieni rispetto al panorama del nostro cinema come Afrika (omosessualità stavolta maschile nell’Etiopia ancora segnata dal colonialismo italiano), Zelda, un Maldoror derivato da Lautréamont di cui molto si continua a favoleggiare ma che pochi sono riusciti a vedere. Stanotte N… come negrieri rischia si stagliarsi come un evento. Certo, per apprezzare bisogna essere dei curiosi di ogni limite e limine del cinema gettando il cuore oltre il bon-ton. Le anime belle meglio si astengano (comunque, recuperare il libro di Davide Pulici).

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