Film da non perdere stasera in tv: PEPI, LUCI, BOM E LE ALTRE RAGAZZE DEL MUCCHIO di Pedro Almodóvar

Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio di Pedro Almodóvar, Cielo, ore 23:10. Venerdì 14 maggio 2021.
Mentre è nelle sale post-lockdown l’Almodóvar novissimo di The Human Voice, iperstilizzato, laccatissimo, di gusto internescional, con la fin troppo divina e altera Tilda Swinton quale improbabile malata d’amore, un Almodóvar riverito maestro che si offre alla devozione del suo pubblico, Cielo stasera fornisce l’occasione di rivederlo, selvaggio e oltraggioso, al suo esordio, per niente autore consacrato e invece mina vagante non ancora disinnescata nel sistema cinema. Eccolo qui, da confrontare con l’ultimissimo, il primo film di quello che sarà il fenomeno Almodóvar, almeno il primo lungometraggio girato in 35 mm (ce n’erano già stati uno, Fuck… Fuck… Fuck Me, Tim!, in super8 e un altro, Salomé, in 16).
È il 1980, la Spagna appena si risveglia dal lungo sonno franchista al suono, anzi al fracasso della Movida madrilena. Tutto il rimosso esplode in una scena esteticamente estrema e selvaggiamente pulsionale. Ciò che era interdetto viene alla luce e si fa esibizione e spettacolo della libertà conquistata, urlo dell’Eros, e sono sperimentazioni sessuali come neanche nella Berlino anni Venti, esplorazioni di ogni possibile frontiera esistenziale, immersioni in ogni sostanza alterante. Teatro, musica, cinema. Pedro Almodóvar ne è la faccia, il corpo, la mente, l’icona e il simbolo, tracciando con questo suo lungo d’esordio il manifesto di quella stagione. A vederlo oggi Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio ci appare come la metafora – chissà quanto consapevole e voluta – della Spagna in transizione e mutazione, con la nuova che corrode sgretola contagia e corrompe quella già stremata del Caudillo. Pepi – Carmen Maura, chi se no? – si vede irrompere in casa il poliziotto di fronte: lui ha avvistato la sua coltura casalinga di marijuana, intende denunciarla. Sottoposta a vile ricatto, la Pepi gli si concede, con quel feroce disincanto nel far pratica di sesso che è e sarà sempre tra i segni del cinema di Almodóvar. Si rifarà, Pepi, attirando nel gorgo della sua vita movidesca, nelle sue frequentazioni pazze, la moglie ovviamente repressa del poliziotto ricattatore e bastardo. La quale, conosciuta la punk-lesbica Bom, ne diventa l’amante. La partita che si gioca tra Pepi, la signora del nuovo disordine, e il poliziotto uomo del vecchio ordine è, in filigrana, la stessa che in quegli anni si svolgeva nel paese sul piano politico, sociale, culturale. A modo suo, un film militante in cui si grida libertà a fronte di un sistema repressivo ormai, oltre che moribondo, disfunzionale. Memorabile la sequenza di un pissing al cospetto di un’impassibile Carmen Maura dedita (se ricordo bene) all’uncinetto. Naturalmente Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio sarebbe arrivato nelle nostre sale solo dopo l’esplosione di Donne sull’orlo di una crisi di nervi, come del resto tutto il primo Almodóvar.

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