Film da non perdere stasera in tv: MANHUNT di John Woo (venerdì 14 maggio 2021)

Manhunt di John Woo (2017). Rai 4, ore 23:09, venerdì 14 maggio 2021.
Gli hongkonghesi che cambiarono il cinema. Autori, produttori, attori, stuntmen che a partire dagli anni Sessanta e almeno fino ai Novanta nella britannica città asiatica non ancora consegnata alla Cina (di quel trasferimento di sovanità vediamo oggi le conseguenze) reinventarono l’action movie, intoducendovi una perfezione coreografica, una malìa in grado di sublimare in pura forma la frenesia, la violenza, il sangue. John Woo di quella lunga onda è stato un protagonista, un maestro riconosciuto. Niente è più stato come prima nel cinema-spettacolo dopo le sue stilizzatissime, danzanti sparatorie codificate come un personale marchio di fabbrica nella sua prima stagione hongkonghese. Poi la trasferta hollywoodiana, prima feconda (con almeno un capolavoro: Face/Off), quindi via via di intensità calante. Seguirà il ritorno a casa, in una città, in un clima politico in rapido cambiamento e deterioramento. Ora, ogni suo film è un evento, non può non esserlo. Lo è, lo è stato, questo Manhunt del 2017, a oggi la sua ultima produzione, che merita il rispetto che si deve a un autore imprescindibile. Presentato a Venezia 74 fuori concorso (purtroppo l’ho mancato, ma ai festival è impossibile vedere tutto quanto è doveroso vedere), Manhunt è il devoto remake di un film giapponese diventato leggenda in tutto il Far East, il primo film straniero a approdare nel 1977 sugli schermi cinese dopo il buio e l’asfissiante autarchia della Rivoluzione culturale. Una visione che, per sua stessa ammissione, avrebbe segnato John Woo e influenzato il suo successivo fare cinema. Rifarlo ha significato anche rendere omaggio all’attore protagnista di allora, Ken Takakura, considerato dal regista hongkonghese tra i maggiori di sempre.
La storia. Du Qiu, giovane e coraggioso avvocato, si rifiuta di continuare a lavorare per una megaindustria farmaceutica. Ma il suo presidente-padrone, temendo che il legale possa svelare certi torbidi segreti industriali, fa assassinare una ragazza in modo che i sospetti cadano su di lui. E incomincia la lunga fuga di Du Qiu. Si può immaginare con quale maestria Woo orchestri gli inseguimenti, gli scontri, gli agguati. Coproduzione cino-nippo-coreana. Girato in Giappone in mandarino, giapponese e inglese. Purtroppo non è stato il successo sperato, ma resta visione obbligata per chi ama il cinema del Far East.

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