13 FILM stasera in tv (lunedì 2 agosto 2021)

‘Favola’ con Filippo Timi

‘Magic Mike’ di Steven Soderbergh

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Una famiglia in affitto di Jean Pierre Améris, Iris, ore 21:15.
Comedy francese con coloriture drama del 2015 con le due star belghe Benoît Poelvoorde e Virgine Efira (sì, la Benedetta di Paul Verhoeven, da noi non così popolare ma una überdiva nella sfera francofona). Innesco narrativo un filo consunto, ma sempre efficace se trattato con mestiere come in questo caso. Un ricco signore annoiato e un po’ depresso per eccesso di solitudine ingaggia una giovane donna con due figli perché ricrei con lui e per lui un simulacro di vita familiare. Potete immaginare come la finzion andrà a finire.
Il socio di Sydney Pollack, la7, ore 21:15.
Terapia di coppia per amanti di Alessio Maria Federici, Canale 5, ore 21.23.
In questo film del 2017 di Federici, uno dei nomi che hanno provato a immettere nuovi umori e qualche veleno nella tradizione fin troppo ossificata della nostra commedia, prende uno dei topoi della crisi di coppia sposata, la terapia a due, e la ribalta: usandola per due amanti di lungo corso che non si decidono a lasciare i rispettivi partner per tentare finalmente l’avventura insieme. Me lo ricordo per niente malvagio. Con Ambra Angiolini, già diretta da Federici in Stai lontana da me, e Pietro Sermonti. 2 milioni al box office. Da un romanzo di Diego De Silva.
The Help, Rai 1, ore 21:25.
Favola di Sebastiano Mauri (con Filippo Timi), Rai 5, ore 22:46.
A tu per tu di Sergio Corbucci, Cine34, ore 22:48. Anche su YouTube.
Corbucci mette tutto il suo enorme mestiere e la sua abilità di gran navigatore del cinema popolare al servizio dell’agonizzante commedia ialiana primi anni Ottanta. Sono lontani i fasti di Risi-Monicelli, pericolosamente vicini invece quelli della commediaccia deagradata di serie B e Z. Corbucci fa quel che può con questa storia intorno a un losco affarista (Johnny Dorelli!) e un tassista sfigatissimo da lui ingaggiato (Villaggio, chi se no?). A pareggiare i conti tra i due penserà il destino.
Free State of Jones di Gary Ross, Rai Movie, ore 23:00. Anche su RaiPlay.
Benvenuto a bordo di Eric Lavaine, Iris, ore 23:16.
Mediocre commedia francese, chissà come arrivata nei nostri cinema (e presto sparita) un tre anni fa, forse per la presenza di Luisa Ranieri (pessima peraltro) nell’improbabile ruolo di capitana italiana di una nave da crociera, insomma una specie di Schettina però pettorutissima e senza disastri. Oltretutto, se ricordo bene, il film si ambienta proprio su una nave Costa (come Film Socialisme di Godard!), quando ancora il maledetto incidente di quell’altra nave della casa genovese non era ancora avvenuto. La commedia, con un che di pochadistico e vaudivillesco di pura marca francese, comincia con la responsabile delle risorse umane di una compagnia di crociere che, mollata dal suo capo e suo amante, per rovinargli la reputazione manageriale e la carriera assume come intrattenitore su una nave un perfetto cretino. Sarà vendetta, però il cretino si rivelerà, secondo la tradizione dell’idiot savant e dello schlemiel, a modo suo un genio naturale e un gran piacione. Me lo ricordo artificioso, sforzato e pochissimo divertente. Con Valérie Lemercier e il da noi sconosciuto comico (ma in Francia è una star) Franck Dubosc.
Split di M. Night Shyamalan, canale 20, ore 23:20.
Moglie e marito di Simone Godano, Canale 5, ore 23:31.
Prodotto dal sempre coraggioso e mai ovvio Matteo Rovere, un film che tenta di importare da noi il genere assai americano dello scambio di identità, della fluidità dei generi. Per via di un accidente in corso di sperimentazione scientifica un medico finisce nel corpo della moglie, anchorwoman televisiva, e lei in quello del marito. Siamo dalle parti di Nei panni di una bionda di Blake Edwards, che in fatto di fluidità aveva già prodotto un capolavoro come Victor/Victoria. Con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak. Dirige Simone Godano. Non andò poi così male al box-office, raggiungendo i 2 milioni e 200mila euro.
Magic Mike di Steven Soderbergh, Rete 4, ore 0:09.
Concorrenza sleale di Etore Scola, Cine34, ore 0:59.
American Graffiti di George Lucas, Iris, ore 1:12.
Titolo diventato proverbiale. Film del 1973 che rilanciò revival e culto degli anni Cinquanta. Chissà a rivederlo oggi, in tempi di nostalgia di anni Ottanta e Novanta, che effetto farà. Lanciò nell’iperuranio di Hollywood il suo regista fino a allora assai indie George Lucas. Che di lì a non molto avrebbe inventato Star Wars e si sarebbe sistemato per la vita (e nelle enciclopedie del cinema). Quattro ragazzi nella profonda America dei profondi Fifties. Drive-in, gli innamoramenti e gli amori, gli scazzi coi genitori. Insomma, la vita che ti accoglie e ti prende. Con tanta musica di allora, le macchine, i jeans e i giubbotti che avrebbero avviato la Fifties-nostalgia a livello di massa. L’America innocente prima dei turbolenti Sixties, Ron Howard e Harrison Ford ancora giovani. Memorabili i titoli di coda sul destino di quei ragazzi da grandi (vedi alla voce Vietnam). Confesso, non l’ho mai amato (se è per questo, neanche George Lucas, che poi si sarebbe accontentato di amministrare come un latifondo il marchio Star Wars).

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