Film stasera in tv: BREVI AMORI A PALMA DI MAIORCA di Giorgio Bianchi (venerdì 13 agosto 2021)

Brevi amori a Palma di Maiorca di Giorgio Bianchi, la7, ore 23:05. Venerdì 13 agosto 2021. Primo e secondo tempo su DailyMotion.
Siamo in pieno beach movie all’italiana, genere nato negli anni Cinquanta, prosperato lungo i primi Sessanta con propaggini e mutazioni e derive anche oltre. Titoli come Tipi da spiaggia, Vacanze a Ischia, Ferragosto in bikini, Scandali al mare. Qui in Brevi amori a Palma di Maiorca si emigra in Spagna, probabilmente per motivi di coproduzione e/o abbattimento costi, ma il film resta squisitamente nostro, con cast e crew di Cinecittà, con personaggi maggiori e minori e maschere e caratteri assolutamente nazionali che la cornice extraterritoriale non deprime ma anzi esalta. Personaggi che fanno di Brevi amori a Palma di Maiorca, come un’infinità di altro nostro cinema di genere, una rappresentazione e un resoconto assai fedeli benché involontari e pre-coscienti delle mutazioni antropologiche in atto nel nostro paese. E qui è la vacanza finalmente conquistata con il benessere dell’ormai quasi innominabile boom economico (un cliché esausto: urge rifondazione semantica per quel periodo fondamentale della nostra storia) a finire sotto osservazione. Anche se i toni restano quelli disinvolti e leggerissimi dei film-barzelletta, no, non è una diminutio visto che vi contribuivano sceneggiatori e soggettisti di stratosferico livello. Il genere, così come si è codificato, presenta un racconto multifocale, plurimi personaggi e relative storie a intrecciarsi in una unità di luogo, purché sempre sotto il sole e a bordo mare, insieme alla partecipazione di attori della massima serie cui si affiancano caratteristi irresistibili. Stavolta il pivot del racconto è un italianuzzo interpretato, ovvio, da Sordi che, pur affetto da una lieve disabilità (Dio mio, com’è difficile oggi solo trovare le parole per dirle, certe cose), riesce a introdursi nell’entourage di una superdiva hollywoodiana (la interpreta l’imperiosa Belinda Lee). Intorno a lui e a lei, a intersecarsi a rete, a rizoma, ecco altre storie, altri uomini e donne. Scrive Christian Uva nel suo recente e imprescidibile L’ultima spiaggia. Rive e derive del cinema italiano (Marsilio), dedicato al nostro cinema ‘on the beach’ e ‘under the sun’ e ‘by the sea’ dal dopoguerra in poi: “A differenza di quanto succede nel coevo beach movie americano, sugli schermi italiani è più importante ciò che accade di fronte a quella distesa d’acqua (cioè sulla spiaggia), rispetto a quello che vi avviene dentro o sulla superficie (per esempio con gli epici surfisti dei film d’oltreoceano)”. Ben detto, ed è solo una delle infinite acute osservazioni contenute nel libro di Uva sui nostri film da spiaggia, e su un certo modo di essere italiani d’estate.

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