Un film da non perdere stasera in tv: I VILLEGGIANTI di Valeria Bruni Tedeschi (domenica 15 agosto 2021)

I villeggianti (Les Estivants) di Valeria Bruni Tedeschi, Rai 3, ore 23:45. omenica 15 agosto 2021.
C’è, oltre all’attrice, anche la Valeria Brunti Tedeschi regista, non altrettanto credo, temo, amata. Almeno in Italia, perché in Francia si è sempre prestata maggiore attenzione al suo lavoro dietro la macchina da presa e di scrittura. Stasera su Rai 3, e mi pare sia la prima tv (mi pare), si dà I villeggianti dov’è attrice e regista, bel titolo italiano – non succede spasso – dell’originale Les Estivants: un titolo che evoca un modo di trascorrere l’estate che non è quello dello svacanzamento su spiagge affollate, tra tormentoni estivi fintocaraibici, panze o al contrario corpi troppo scolpiti dalle palestre, cascate di mojito in stile Papeete (inteso come luogo salviniano). E invece, villeggiatura stava, sta per: ritirarsi in un posto appartato, anzi fuori dal mondo, pereribilmente una villa almeno centenaria immersa nell’ombra anche se a pochi passi dal mare, distesa d’acqua da osservare però a distanza di sicurezza dal terrazzo o da un tavolo in giardino sorseggiando qualcosa, purché non sia un orrido beverone da svacanzati. Villeggiatura vuol dire andarci anno dopo anno, nello stesso posto, nella stessa villa, a stabilire una tradizione, un rituale. Vuol dire starsene con persone care, parenti, amici vicini e lontani, con cui condividere conversazioni e magari scazzi, purché anche questi sappiano aggiungere qualcosa di interessante al romanzo estivo.
Ecco, Valeria Tedeschi racconta di un gruppo di estivants in una casa, ovviamente meravigliosa, sulla Riviera francese, assemblando (si era ben prima del Covid: anno 2018, l’anno in cui il film venne presentato fuori concorso a Venezia) caratteri differenti, facendoli interferire e anche scontrare, svelandone i lati in ombra e perfino i segreti non confessati, le tensioni e le relazioni pericolose, i desideri, le ansie. Ed è I villeggianti solo l’ultima puntata, a oggi, dell’autofiction in cinema – lei la chiama “autobiographie imaginaire” per dire come vi immetta pezzi di sé però fortemente narrativizzandoli e sottilmente mascherandoli in un gioco freudiano di spostamento – che Valeria Bruni Tedeschi ha cominciato già nel 2003 con È più facile per un cammello…, proseguita con Attrici e Un castello in Italia, approdata qui, a questo film. Dove mette in scena la sua magnifica ossessione, ovvero la sua storia familiare, la storia della sua famiglia (come Marco Bellocchio, non riesce a staccarsi da quelle radici ri-raccontandole e ri-rappresentandole all’infinito), però criptando parecchio qua là, anche alterando e falsificando per depistare lo spettatore magari nello stesso momenti in cui lo illude di poter accedere voyeuristicamente alla rivelazione. Certo che non si risparmia nel cosiddetto mirroring tra vita reale e rappresentazione, utilizzando come attori uomini e donne che sono parte, sono stati parti della sua vita. A cominciare dalla mamma Marisa Borini, da lei trasformata in icona (Borini è attrice irresistibile che da un film all’altro della figlia ha saputo costruirsi una fanbase non nutritissima ma di incrollabile devozione), ovviamente presente anche qui con quella sua allure da gran dama del disincanto che tutto ha visto e vissuto e niente può turbare.
Ma continuiamo nel gioco del rispecchiamenti: in Les Estivants Bruni Tedeschi interpretauna donna sull’orlo di una crisi e anche oltre per almeno un paio di ragioni, una privata (il suo compagno – lo interpreta Riccardo Scamarcio – la tradisce e sta per lasciarla per una modella, e come si fa a non pensare all’ex Louis Garrel poi accasatosi con Laetitia Casta?), l’altra professionale (deve scrivere una nuova sceneggiatura e non ce la fa o non ne ha voglia, perciò chiama a darle una mano in villa un’amica sceneggiatrice che dovrà sopportare tutte le sue isteriee: a interpretarla è Noémie Lvovsky, collaboratrice storica della VBT autrice). Anna, la protagonista, ha una figlia ed ecco che a recitarne la parte è la vera figlia adottiva di Bruni Tedeschi e Louis Garrel, Céline Oumy Bruni Garrel. Insomma, VBT non si risparmia nel disseminare di indizi e segnaletica varia il film. Ancora: c’è una sorella (Valeria Golino), bella e nevrotica e insicura, compagna di un signore assai facoltoso in procinto però di passare da superpotente a idolo caduto e infranto (e come si fa, anche qui, a non pensare a Carla Bruni sposata Sarkozy?).
Non so se VBT sia una grande autrice, certo ha saputo mettere a punto un suo personale cinema, assai riconoscibile. Dove il registro prevalente è l’amaro-ironico e autoironico, con un che dei grandi di quella scuola, Woody Allen in testa, ma declinato secondo una sensibilità più europea e con derive in una sorta di buffoneria borghese sprigionata dal personaggio VBT, donna sempre incerta, sempre irrisolta e inadeguata alle regole sociali imposte o autoimposte. Molti detestano il suo cinema, io l’ho sempre trovato flebile ma inconfondibile e assai godibile (ricordo che quando a Cannes fu presentato in concorso Un castello in Italia molta stampa italiana arricciò il naso infastidita). Sono due ore e qualcosa, I villeggianti, ma scorrono via senza pesare. E sono impagabili i duelli con la mamma, con la sorella, le tavolate dove la conversazione passa veloce e rischiosa dal futile all’autoanalisi di gruppo e di famiglia, ai rinfacci, alle accuse reciproche. Lei, Anna, il personaggio principale, il pivot intorna al quale ruotano la vacanza e il film, a un certo punto rivela piangendo un abuso subito da ragazzina, accusando di indifferenza coloro che le erano vicino e avrebbero dovuto capire, proteggere. E la mamma (del film) a minimizzare e a commentare acidamente, a invitare la figliola a non compiangersi: pronunciando una battuta che non mi sento di riferire ma che – erano già tempi di metooismo e woke culture e quant’altro – sarebbe potuta costare cara a VBT. Meno male che le sentinelle della nuova correttezza non se ne sono accorte (ogni tanto capita anche a loro di addormentarsi: meno male). Nel cast, olre ai nomi già citati, anche Pierre Arditi e Yolande Moreau.

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