Un buon film poco visto stasera in tv: DOPPIO SOSPETTO di Olivier Masset-Depasse – giovedì 19 agosto 2021

Doppio sospetto (Duelles) di Olivier Masset-Depasse, Rai 3, ore 21:20. Giovedì 19 agosto 2021.
Non capita spesso che un film belga, di un cinematografia non trascurabile ma con scarsissima circolazione e visibilità dalle nostre parti, passi in tv. E allora non lasciarsi sfuggire stasera questo più che discreto, anzi decisamente buono, Doppio sospetto, titolo che banalizza il più sottile e stratificato Duelle, crasi tra Duel e Elles, a dirci che questo è un film sulla duplicità femminile, sullo scontro tra due donne che non è il solito catfight. Un film del 2017 diventato ottimo successo internazionale dopo il suo passaggio al Toronto Film Festival (tant’è che ne è stato annunciato un remake americano con Jessica Chastain e Anne Hathaway) e vincitore in patria di ben 9 premi Magritte, gli equivalenti belgi di César e Oscar. Un record che non saprei dire quanto meritato (e allora i Dardenne?), ma neanche scandaloso.
Doppio sospetto si inoltra nei territori del noir piscologico al femminile sulla scia di molti classici, ma con un disincanto che è tutto nostro contemporaneo. Siamo nei primi anni Sessanta in Belgio, in una zona residenzial-borghese che sembra echeggiare, nel suo lindore, i coevi suburbia americani (e intuiamo già che quel lindore non può che nascondere minacce e tensioni distruttive). In una villa divisa in due parti tra loro perfettamente speculari abitano due famiglie amiche, di quel buon vicinato oggi tanto rimpianto nell’anonimato delle metropoli nostre. Entrambe composte, sempre a rispettare la simmetria, da padre, madre e un bambino. Le due signore, la bionda Alice e la bruna Céline (simbolo ovvio ma sempre potente della duplicità del femminile) sono assai legate, si scambiano favori, si aiutano reciprocamente. Un quadro idilliaco. Poi la tragedia: il figlio di Céline, lasciato solo in casa, si inerpica sul tetto, precipita, muore. Mentre Alice dalla casa accanto assiste alla disgrazia senza avere il tempo di intervenire. Da quel momento tutto cambia. La madre, Céline, comincia a sospettare dell’a questo punto ex amica Alice, le rimprovera di non avere fatto abbastanza per impedire il fattaccio, insinuando pure di peggio. E si innesca una spirale paranoica in cui Céline, convinta della natura maligna di Alice oltre che della sua colpevolezza, comincia a attuare un piano di vendetta. Non si può dire di più, se non che il regista Olivier Masset-Depasse (autore nel 2010 del lontanissimo da questo per contenuti e forma Illégal, un film neo-neorealista dardenniano sui drammi dell’emigrazione), è assai abile nel disegnare la sua spirale di tensione e a orchestrare rivelazioni e colpi di scena, spostando Doppio sospetto via via su territori assai più ambigui, come esige la tradizione narrativa del Doppelgänger. Claustrofobico, più polanskiano che hitchcockiano, estremamente curato nel décor a richiamare certo cinema di famiglia e/o melodrammatico anni Cinquanta in Technicolor tra Douglas Sirk e i Doris Day-movies (un immaginario parodizzato e messo alla berlina da noi qualche anno fa in Favola da Filippo Timi). Veerle Baetsens, già protagonista a inizio anni Dieci di un gran successo belga come Alabama Monroe, e Anne Coesens sono le signore allo specchio (metaforico). Visto a suo tempo in un’anteprima stampa che ricordo non affollatissima, poi sparito. Rispunta stasera e speriamo riesca a bucare l’indifferenza dell’Italia in vacanza.

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