25 FILM stasera in tv (sabato 21 agosto 2021)

Vita segreta di Maria Capasso

Senza pietà

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Sissi, destino di un’imperatrice, Rai Movie, ore 21:10. Anche su RaiPlay.
Tempo di villeggiatura di Antonio Racioppi e Luigi Zampa, Rai Storia, ore 21:10.
Letters to Juliet, Paramount Network, ore 21:10.
Ted di Seth MacFarlane, canale 20, ore 21:13.
Psyco (Psycho) di Alfred Hitchcock, Iris, ore 21:13.
Roy Colt & Winchester Jack di Mario Bava, Cine34, ore 21:14.
L’unico western firmato Mario Bava, anno 1970. Non gode di grandissima considerazione nemmeno tra i devoti del culto baviano. Però si tratta pur sempre del film di un maestro.
Lo scandalo Kennedy di John Curran, Rai 3, ore 21:20.
Mai stata meglio, Cielo, ore 21:20.
Di quei film spagnoli-movideschi, quindi con dentro tanto sesso quale segno e strumento di liberazione traagressione emancipazione autorealizzazione rivolta, di cui son pieni i palinsesti di Cielo.  Maestro assoluto del genere è ovviamente Almodovar (con Bigas Luna), poi ci sono, purtroppo, gli epigoni. Come i responsabili di questo Mai stata meglio dove si racconta di una signora lasciata dal marito per un’altra più giovane che si scatena nella sarabanda dei sensi. La lezioncina è chiara: donne, non state a soffrire e deprimervi, buttatevi e godete. Mah. Con Victoria Abril, star del genere.
Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, Italia 1, ore 21:21.
Vita segreta di Maria Capasso di Salvatore Piscicelli, Rai 4, ore 21:20.
Massimo rispetto per Salvatore Piscicelli, autore nei remoti 1979 e 1981 di due film restati nella storia del cinema italiano come Immacolata e Concetta e Le occasioni di Rosa. Poi, se non disperso, certo scivolato nel cono d’ombra. Questo film è del 2019, recentissimo, una storia esemplarmente à la Piscicelli – tra i primi a raccontare la Napoli sospesa tra legalità e malaffare – con al centro una donna che per bisogno e per passione si lega al responsabile di un autosalone connesso alla camorra. Sarà l’inizio di un progressivo slittamento verso il crimine.
Anaconda, Tv8, ore 21:30.
Monster movie fine anni Novanta su una troupe che risale il Rio degli Amazzoni per filmare una tribù mai venuta in contatto con la cosiddetta civiltà. Dovranno fare i conti con il serpente del titolo, ovvio. Con Jennifer Lopez e Jon Voight.
Carambola di Ferdinando Baldi, Cine34, ore 22:49.
Western comico (aiuto!) che cerca di sfruttare la scia dei vari Trinità con una coppia di improbabili cloni di Bud Spencer e Terence Hill.
A piedi nudi nel parco di Gene Saks, Paramount Network, ore 23:00.
Volo Pan Am 73 di Ram Madhvani, Tv8, ore 23:05.
Blade, Mediaset Italia 2, ore 23:09.
Il primo dei film sull’eroe Marvel antivampiri. Wesley Snipes nel ruolo della vita. Il sequel verrà girato da Guillermo del Toro (questo è di Stephen Norrington).
The Young Victoria di Jean-Marc Vallée, Rai Movie, ore 23:10. Anche su RaiPlay.
Onda su onda di Rocco Papaleo, canale 5, ore 23:23.
Terzo film da regista di Rocco Papaleo che però ha funzionato meno dei precedenti, e decisamente buoni, Basilicata Coast to Coast e Una piccola impresa meridionale, forse per via di una distribuzione inadeguata. Da recuperare. Su una nave diretta a Montevideo si ritrovano un cantante che spera di ritrovare in Sud America la gloria perduta e un cuoco in fase depressiva causa fine di un amore. Variazione all’italiana sul prototipo narrativo della strana coppia. L’altro è Alessandro Gassman.
Tremors, Italia 1, ore 23:38.
Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini, Rai Movie, ore 0:55. Anche su RaiPlay.
Se ricordo bene, l’ultimo Soldini finora pervenuto. Presentato al festival di Venezia 2017 fuori concorso. L’incontro tra un uomo dotato di moglie, amante, lavoro di successo, e una non vedente. Sarà una storia fuori schema o forse no. L’amore come dissipazione delle certezze e fuoruscita dalla gabbia del quotidiano. Con Adriano Giannini e Valeria Golino.
L’uomo che fissa le capre di Grant Heslov, Iris, ore 1:15.
Il delitto di Giovanni Episcopo, Rai 3/Fuori orario , ore 1:30. Anche su RaiPlay. Il primo dei tre Lattuada di questa notte di Fuori orario.
Alberto Lattuada gira nel 1947, in pieno neorealismo dunque in controtendenza, questo film da un D’Annunzio naturalista che racconta di un uomo qualunque della Roma tardoOttocento con una moglie troppo bella, e destinato a perdersi e a distruggere la propria piccola felicità. Lui è Aldo Fabrizi, immenso, lei ha la carnalità popolare di Yvonne Sanson. Film che a quei tempi fu liquidato come calligrafico (la Roma umbertina è meravigliosamente e filologicamente riproposta), ma che oggi si rivela semplicemente per quello che è: un classico. Imperdibile.
Senza pietà di Alberto Lattuada, Rai 3/Fuori orario, ore 1:30. Anche su RaiPlay.
Capolavoro del 1948 di un Lattuada che si confronta con il neorealismo dominante per spingerlo genialmente e senza paura verso il melodramma e il noir. Seguendo una ragazza che lascia Firenze per raggiungere il fratello a Livorno, il regista ci immerge nell’universo parallelo del Tombolo, la pineta dove i soldati americani conquistatori e gli italiani sconfitti si incontrano e si scontrano ridisegnando equilibri e poteri, dove ogni legge è sospesa e tutto è possibile e permesso. Loschi traffici, prostituzione, contrabbando, sopraffazioni, violenze. Con Carla Del Poggio, bellissima, Folco Lulli, Giulietta Masina e l’indimenticabile John Kitzmiller.
La casa dalle finestre che ridono di Pupi Avati, Italia 1, ore 2:25.
Moulin Rouge! di Baz Luhrmann, Rai Movie, ore 2:55.
Cristoforo Colombo – seconda puntata di Alberto Lattuada, Rai3/Fuori oraio, ore 4:25.
Questa seconda notte Lattuada di Fuori orario, dopo quella di ieri, è probabilmente un felice derivato della retrospettiva dedicata al regista milanese dall’appena concluso Locarno festival. Credo venga da lì anche il recupero di questa miniserie o lungo film televisivo o sceneggiato che Lattuada girò per la Rai nel 1985 di cui va in onda tra qualche ora la parte seconda. Cast internazionale – Gabriel Byrne, Max von Sydow, Faye Dunaway, Oliver Reed – per una produzione mirata all’export. Sarebbe interessante rivederlo oggi per verificare come Lattuada abbia applicato il suo senso razionale del cinema, la sua misura, il suo sguardo geometrico a una produzione ad alto budget e dai molti vincoli.

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