Venezia 2022. BONES AND ALL, un film di Luca Guadagnino. Cannibali gentili

Bones and All di Luca Guadagnino. Con Taylor Russell, Timothée Chalamet, Mark Rylance, Chloe Sevigny, Jessica Harper, Michael Stuhlbarg. Concorso. Voto tra il 7 e l’8.
La notizia è che un film di Guadagnino non viene fischiato a Venezia alla proiezione stampa e a chi ricorda le contestazioni e i buuh per A Bigger Splash e Suspiria pare un miracolo (quando venne presentato dieci-dodici anni fa Io sono l’amore, che poi si sarebbe rivelato un successo globale, demolirono pure quello, come mi raccontava ieri un’amica che c’era: io no, non ero ancora un animale da festival). Del resto questo Bones and All, nonostante parli di cannibali, è il meno urticante, il più conciliante, fors’anche il più mainstream tra tutte le cose sue. Trattasi in fondo di un classicissimo teen movie ibridato al road movie, con una coppia lei-lui tra adolescenza e post-adolescenza che vaga per l’America interna come in mille e più film della nostra vita: ma road movie qui nella sua sottospecie “coppia criminale in fuga”: tra il Malick della Rabbia giovane, l’Oliver Stone di Natural Born Killers e il glorioso Bonnie & Clyde di Arthur Penn. Si dice coppia criminale in mancanza di altra locuzione più adeguata e meno stigmatizzante,visto che la ragazza e il ragazzo che vediamo scorrazzare per le strade perlopiù del Midwest hanno la sola colpa di essere cannibali. Colpa? Neanche quella, poiché sono cannibali per natura, spinti al gusto per la carne umana da un impulso irrefrenabile e non dal sadismo (e quando incontrano insieme a cannibali-per-forza come loro anche uno che lo è per scelta, lo considerano un pericoloso pervertito da evitare). Si conoscono e riconoscono dall’odore, è l’olfatto a portarli uno verso l’altra. Naturalmente il cannibalismo è metafora fin troppo facile e trasparente (e però Guadagnino non ce ne fa sentire la grevità) dell’adolescenza tout court con tutto il suo carico di tensioni illusioni delusioni ecc., con la messa a punto faticosa del proprio essere nel mondo, le relazioni complicate con i genitori, la scuola, il potere. La solita storia. Di tutte queste “problematiche” Bones and All è un compendio esemplare, anche piuttosto prevedibile. L’astuzia di Guadagnino (e dell’autore del testo originario) sta nel mascherarlo da horror movie, da cinema di genere, dove la “mostruosità” cannibale sta a significare non solo i tormenti dell’adolescenza, ma anche ogni possibile diversità sociale, ogni scostamento della medietà. Guadagnino non sbaglia niente, tiene in controllo la scivolosa materia, scansa le insidie dell’horroraccio, conferisce alla sua coppia protagonista il dono della grazia e della bellezza anche quando divorano insieme carne umana e si insozzano di sangue. Anche perché Maren e Lee non sono ribelli, non vogliono ribaltare codici e gabbie sociali, vogliono solo vivere senza soffrire né far soffrire gli altri. Guadagnino ripete il miracolo della sua (sottovalutata) serie We Are Who We Are riuscendo a avvicinarsi all’universo teen senza condiscendenza o arroganza, mantenendo l’occhio della macchina da presa sempre ad altezza di ragazzo e ragazza. Anche se Chalamet è stato accolto sul red carpet da folle in delirio, al centro del film, ed è una rivelazione, c’è lei, Taylor Russell. Fragile e tosta. La rivederemo di sicuro. Lascia un’impronta forte Mark Rylance nella parte di un vecchio cannibale insieme patetico e crudele. Stratosferico, come sempre. Guadagnino ralizza il suo film più risolto e equilibrato, il più imtimo e raccolto, proprio quando ci si aspettava che continuasse dopo Suspiria sulla strada del sangue-spettacolo. E potrebbe replicare al box office il successo di Chiamami col tuo nome, anche grazie alla presenza di uno Chalamet ormai superstar. Ma c’è ancora spazio in sala per film che non siano le solite marvellate? Bones and All sta, nel gergo cannibale, per: l’ho divorato tutto, carne e ossa.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, Dai festival, film, recensioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.