Manhattan di Woody Allen, la7d (29 dt), ore 23:30. Giovedì 29 giugno 2023.
Chi ogni tanto dà un’occhiata a questo blog sa che non sono un ammiratore estatico e genuflesso di Woody Allen. Continuo a pensare che, prima del suo linciaggio mediatico per le ragioni extrafilmiche che sappiamo, fosse autore sopravvalutato e che le sue cose migliori restino quelle degli anni Settanta, quando ancora non si era ossificato nei suoi manierismi e ossessioni. Il suo massimo risultato a mio parere è Io e Annie, ma anche Manhattan è collocabile tra i classici alleniani, anzi è il classico, il suo film paradigma, quello cui si torna inesorabilmente per definire il suo cinema: la panchina con vista sul ponte di Brooklyn, lui e Diane Keaton, lui e la lolitesca Mariel Hemingway, lui e la ex moglie in oscillazione verso l’omosessualità (Meryl Streep). C’è già molto dell’Allen dei successivi decenni (Manhattan è del 1979), solo con meno ansie bergmaniane e più voglia di far ridere. Pensare – è lui a confessarlo nel documentario Woody uscito qualche anno fa – che quando si trovò di fronte Manhattan montato e finito non gli piacque, si fece venire mille dubbi, ebbe perfino l’impulso di ritirarlo dai cinema. Sappiamo com’è poi andata.
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