Film da non perdere stasera in tv: IL SEGRETO DI UNA FAMIGLIA (La Quietud) di Pablo Trapero – mart. 4 luglio 2023

Il segreto di una famiglia (La quietud) di Pablo Trapero (2018), Rai 5, ore 21:15. Martedì 4 luglio 2023.
Dell’argentino Pablo Trapero resta nella memoria dei cinefili soprattutto El Clan,vincitore del Lone d’argento per la regia a Venezia 2015 e poi uscito in miolti paesi con buon successo anche di pubblico: il ritratto di una famiglia di Buenos Aires dedita, sotto la guida e il pugno di ferro del padre-padrone-patriarca già torturatore del regime dei generali, a rapimenti a scopo di lucro, che colpì per la freddezza e lucidità dello sguardo registico. Trapero torna a Venezia tre anni dopo, nel 2018, ma stavolta fuori concorso, con questo La Quietud che non piace quasi a nessuno e viene accolto in uno spettro di reazioni che vanno dall’indifferenza al disinteresse al rigetto pieno. Con prevalenza di quest’ultimo. Eppure non siamo troppo lontani da El Clan, anche qui si indagano i grovigli e le pulsioni segrete e innominabili di una famiglia in apparenza placata e socialmente rispettabile. Solo che l’autore fuoriesce dalla tranquillizzante (per stampa e pubblico) cifra realistica del suo lavoro precedente per inoltrarsi in una rappresentazione più sfrangiata, più ibrida, dove la denuncia – on una rabbia e un’indignazione quasi bunueliane – dei misfatti di certa marcia borghesia latinoamericana si mescola con il mélo più spudorato di passioni  e passionacce da novela televisiva: argentina, brasiliana o messicana che sia. Osando perfino qua e là scene di sesso abbastanza esplicite. Quanto basta per bollare La Quietud agli occhi del critico medio-bon ton del Lido come un film infetto, da evitare. Invece vale la pena (ri)vederlo al di fuori delle isterie fesivaliere e stasera è l’occasione.
Eugenia torna da Parigi in Argentina, nell’opulenta villa di famiglia chiamata La Quietud, per l’ictus che ha colpito il padre. Ritroverà la sorella Mia, ritroverà la madre e altre figure della sua adolescenza. E come esige il consolidato schema narrativo della reunion di famiglia (che sia per matrimoni, funerali, compleanni, malattie, celebrazioni, aperture testatementarie ecc.) comincia la resa dei conti, la discesa agli inferi, nel passato remoto e rimosso ma tuttora attivo con le sue nefaste conseguenze. Sono incesti, passioni omoeretiche, collusioni con il criminale regime dei generali. È soprattutto il rapporto tra le due sorelle, così simili fisicamente, così affini, quasi una il doppio gemellare dell’altra, a riaccendersi e reinfiammarsi alla luce dei fantasmi lontani, qundo i loro corpi e la loro psiche sembravano una sola entità, in una fusione anche sensoriale e erotica. Berenice Bejo è Eugenia e, argentina trapiantata in Fancia come il suo personaggio, affronta anche per questi riverberi autobiografici forse la sfida più difficile della sua carriera. Mia è Martina Gusman, moglie del regista. E c’è uno degli attori latinoamericani emigrati da tempo a Hollywood, il sempre sexy Edgar Ramirez.

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