10 FILM da vedere e rivedere stasera in tv – venerdì 7 luglio 2023

Mississippi Burning

Michael Clayton

Selvaggi dei fratelli Vanzina, Cine34, ore 21:05.
Indagine antropologica in forma di commedia dei Vanzina Bros. sull’italianità profonda e ‘selvaggia’. Quella che, libera di ogni sovrastruttura dettata dal vivere civile, erompe fragorosamente allorché alcuni nostri connazionali – ci sono gli inebriati dal troppo benessere e i poracci – dopo avaria aerea si ritrovano su un’isola deserta dei Caraibi. Scontro di caratteri e lotta di classe tra privilegiati e proletari. Il propotipo – siamo nel 1995 – di ogni successiva televisiva Isola dei famosi. Con Ezio Greggio, Leo Gullotta, Cinzia Leone, Monica Scattini. E, purtroppo, anche prototipo (inconscio?, di sicuro mai dichiarato) della peggiore Palma d’oro di Cannes delle ultime due o tre decadi, Triangle of Sadness di Ruben Östlund
The Kingdom,, di Peter Berg canale 20, ore 21:14.
Del 2007, un film che rispecchia la lotta su scala mondiale innescata dall’America del dopo 11 settembre al terrorismo. A Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita, un attentato fa saltare un complesso residenziale per occidentali. Un gruppo di specialisti capitanato da un agente dell’Fbi cerca di beccare il colpevole, ma si renderà conto di muoversi in un ambiente omertoso se non ostile, scontrandosi con muri invisibili e ostacoli e pericoli continui. Con Jamie Foxx e Jennifer Garner. Regia del non finissimo Peter Berg.
Michael Clayton di Tony Gilroy, Iris, ore 21:15.
Del 2007, ha imposto definitivamente George Clooney tra i meglio attori di Hollywood (e per meglio si intende: i più bravi, i più pagati, quelli con più attrattiva sul pubblico), riscattandolo dalla dimensione televisiva in cui si era rivelato con E.R. Un legal thriller di solidissima fattura (regia e soporattutto sceneggiatura) fatto alla vecchia maniera, con un Clooney ex PM dalla dubbia morale che mette il suo know-how al servizio delle peggiori cause. Lavora difatti con uno studio legale con l’incarico di occultare e confondere le prove a carico di importanti clienti implicati in processi ad alto rischio (per loro). Finché non si ritrova alle prese con una company accusata di aver immesso sul mercato prodotti cancerogeni, e a quel punto si trova di fronte al classico bivio: aiutarli a farla franca, come gli chiede lo studio legale, o ribellarsi finalmente e passare dalla parte giusta? Clooney mette a punto qui la sua recitazione dell’ambiguità, della doppiezza, dei chiaroscuri che ritroveremo in Le Idi di marzo, e fornisce una prova eccellente. Tilda Swinton è la cattiva: si porterà a casa l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Partecipazione speciale di Sydney Pollack. Dietro la macchina da presa c’è Tony Gilroy, poi regista del deludente The Bourne Legacy.
Mississippi Burning – Le radici dell’odio di Alan Parker, la7, ore 21:15.
Alan Parker chi? Anche se scomparso da parecchio dai radar, è stato autore di grandi, e grandissimi successi tra anni Settanta e Novanta, Piccoli gangster, Fuga di mezzanotte, Fame, Pink Floyd The Wall. E questo robusto, anche se convenzionale, dramma politico su un fattaccio successo nel 1964 laggù nei peggio posti razzisti del Sud, la scomparsa e cl’uccisione di tre attivisti per i diritti dei neri. Nel clima nefando da ku-klux-klan e da suprematisimo bianco che potete immaginare. Il gran capo dell’Fbi Edgar Hoover manda sul posto due detective a indagare, uno di modi spicci e profondo conoscitore degli ambienti in cui si devono muovere, l’altro d’aspetto kennediano e di modi più accademici e legalitari. Un cop movie e buddy-buddy mocie che è anche un procedere, un indagare faticcoso nella melma e tra i miasmi delle pratiche razziste. Con Gene Hackman, Willem Dafoe e Frances McDormand. Un giallo politico da cui il più recente, bellissimo film spagnolo La Isla Minima un qualcosa ha preso.
Dalla Cina con furore con Bruce Lee, Rai 4, ore 21:18.
Il primo film arrivato in Italia (era il 1972) di Bruce Lee. Atto di fondazione di un totem dell’action. Gli scontri coreografati di Bruce restano tutt’oggi uno spettacolo mirabile e inimitabile di forza e grazia. Questo film è molto meno banale di come, soprattutto allora, lo dipinse la critica istituzionale. Ricostruisce difatti, pur se con molta libertà, un pezzo di storia di Cina del primo Novecento: una Cina imperiale declinante, anzi ormai alla sua agonia, insidiata dalle potenze occidentali e dai giapponesi. Bruce Lee è Chen Jen, esperto di arti marziali, eroe che cerca di salvare l’onore della patria combattendo l’arroganza soprattutto nipponica. Scuole e maestri di kung-fu a confronto e scontro, naturalmente. Da non perdere. Anche, un racconto rivelatore dell’eterna rivalità Cina-Giappone. Bruce Lee angelico e insieme tellurico, devastante. Un film parodiato dall’ineffabile Franco Franchi, già senza Ciccio Ingrassia, in Ku fu? Dalla Sicilia con furore (titolo geniale per via di quel Ku fu?) di Nando Cicero. A dimostrazione ennesima dell’impatto di Bruce Lee sull’immaginario popolare. Senza Dalla Cina con furore non ci sarebbe stato il grande cinema hongkonghese che abbiamo conosciuto, uno dei più innovativi e vitali di fine Novecento. Nota: credo che il vero Bruce Lee avesse poco a che fare con l’isterica caricatura che ne dà Tarantino in C’era una volta… a Hollywood.
Il cattivo poeta di Gianluca Jodice, Rai 3, ore 21:20.
Southpaw – L’ultima sfida di Antoine Fuqua, Rai Movie, ore 22:50.
Vacanze in America dei fratelli Vanzina, Cine34, ore 22:54.
Su Cine34 stasera, un altro classico vanziniano. Film fondamentale dei sempre, e oggi più che mai, fondamentali fratelli Vanzina, inegugliati rabdomanti dei pozzi neri dell’antropologia nazional-sottopopolare (e, speculeramente, del tipologia socioumana della borghesia). Non si possono capire il cinepanettonismo e il vanzinismo senza questo film (anno 1984). Se è per questo, senza non si può capire nemmeno l’Italia fragorosa e con una gran voglia di stordirsi dei primi Ottanta. I fratelli Vanzina intercettano parecchie pulsioni profonde e acchiappano al volo anche quel desiderio di America e di americanizzarsi, quell’infatuazone di massa per tutto quanto era a stelle a strisce, che colsero allora il nostro paese, e li svoltano in cinema con l’abilità e il fiuto cheli contraddistinguono. Idea semplice e notevole: una scolaresca di un istituto privato religioso di Roma se ne va in vacanza negli Stati Uniti per un paio di settimane. Attraverseranno i luoghi più famosi iconici, Valle della Morte compresa, sotto la guida dell’insegnante Don Buro, uno scatenato e perfetto Christian De Sica. Ne succcederanno di ogni, amori, delusioni, fregature, in un – alla fin fine – classicissimo racconto di formazione. Il format Vacanze da qualche parte (messo a punto l’anno prima in Vacanze di Natale) verrà replicata all’infinito in molti film popolar-natalizi, ma questo resta tra i migliori. Grande cast anni Ottanta. Oltre a De Sica ci sono Jerry Calà, Claudio Amendola, Antonella Interlenghi, Gianmarco Tognazzi. Astenersi anime cine-sensibili e solo amanti di Rohmer (la battuta l’ho presa a prestito dal libro Cinici, infami e violenti di Daniele Magni e Silvio Giobbo: grazie).
Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, Iris, ore 23:43
Suburbicon di George Clooney,.Rai Movie, ore 1:05.

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