19 FILM da vedere e rivedere stasera in tv – mercoledì 12 luglio 2023

 

Il sapore del successo

Senza apparente motivo

Borotalco di Carlo Verdone, Cine34, ore 21:05.
Buongiorno papà di Edoardo Leo, la5, ore 21:10.
Quando le mani si sfiorano di Amma Asante, Rai Movie, ore 21:10.
Uno dei titoli più brutti degli ultimi tent’anni, per un film (di produzione inglese) che invece non nasconde le sue ambizioni. E che però si scontra con un pesante sospetto di inverosimiglianza. La storia: siamo a Berlino nel 1944, menre la guerra si avvia verso la fine e il collasso della Germania si profila all’orizzonte. Una ragazzina di colore (la madre, tedesca ha avuto una storia con un soldato franco-senegalese ai tempi della prima guerra mondiale) si innamora, ricambiata, di un biondo, occhiceruleo e arianissimo, naturalmente membro della Hitkerjugend e figlio di una SS. Sarà un amore molto, molto contrastato. Lui è George MacKay (1917, Pride), che porta anche qui la sua faccia di bravo ragazzo. Benintenzionato, dimostrativo, diascalico, con messaggio facile a presa rapida, non proprio il cinema che mi piace. Poi, a voi la scelta.
L’impero dei lupi di Chris Nahon, Iris, ore 21:14.
Solo per chi (come me) non disdegna l’action-noir made in France, che quando ci azzecca non è secondo all’analoga produzione hollywodiana. Con poliziotti buoni e cattivi, e con intrighi e oscuri complotti, il cinema francese ci ha sempre saputo fare, e questo film (non un capolavoro, ma un buon prodotto medio sì) lo dimostra. Parigi, donne di origine turca schiavizzate in laboratori clandestini restano vittima di misteriosi, inesplicabili omicidi. Una signora sposata a un alto funzionario del ministero degli interni soffre di incubi, allucinazioni e amnesie che le devastano la vita. Un poliziotto coriaceo e dai modi non troppo ortodossi (Jean Reno, difatti) indaga sui tentacoli in terra francese dell’organizzazione criminal-terroristica dei Lupi Grigi (do you remember Ali Agca e l’attentato a Giovanni Paolo II?). Naturalmente questi tre piani narrativi sono destinati a intersecarsi e a collidere. Dark. Notturno. Affondato in cunicoli e bassifondi. Laura Morante, in uno dei suoi film francesi, è una psicoterapeuta.
Il sapore del successo (Burnt) di John Wells, Rai 1, ore 21:25.
Una notte al museo 2 – La fuga, Nove, ore 21:25.
Tornano le avventure di Ben Stiller al museo. Grazie a una tavola egizia ancora una volta le statue prendono vita e cominciano gli scontri. Con Owen Wilson e la grande Amy Adams.
Cacciatore bianco, cuore nero di Clint Eastwood, Warner Tv (37 dt), ore 21:30.
Uno dei più eterodossi tra i film di e con Clint Eastwood. Dove si raccontano, appena criptati e mascherati, i retroscena e le vicende di un celebre set di John Huston, La regina d’Africa, con la magnifica coppia Humphrey Bogart. Katharine Hepburn. Scritto da Peter Viertel che con Huston aveva condiviso l’esperienza, Cacciatore bianco, cuore nero ci mostra un regista che non ha nessuna voglia di girare e preferisce inseguire le proprie passioni, i prpori fantasmi interiori, e andarsene in giro per giungla e savana a caccia di eleganti. Conflitti sul set e fuori set, scenari naturali poderosi, dilemmi morali. Attenzione, c’è Marisa Berenson.
The Birth of a Nation – Il risveglio di un popolo di Nate Parker, Canale 5, ore 21:31.
The Quiet One – Vita di Bill Wyman, Rai 5, ore 22:15.
Il più defilato dei Rolling Stones storici, ovvero Bill Wyman, si racconta e racconta la musica e la mitologica band di cui è stato bassista dall’anno di fondazione, il 1962, fino al 1993 (e poi ritorni in qualche reunion).
Superman di Richard Donner, Twenty Seven, ore 22:53.
Il più classico e tuttora più amato dei Superman cinematografici. Quello con Chrisopher Reeve e, ebbene sì, Marlon Brando e Gene Hackman. Quando acora non c’erano i Marvel Movies e la CGI (correva l’anno 1978).
La ragazza dalla pelle di luna di Luigi Scattini, Cine34, ore 23:12.
Un film leggenda del nostro cinema-bis degli anni Settanta. Un erotico-esotico diretto da Luigi Scattini che scoprì Zeudi Araya e la collocò al centro dei desideri di ogni italiano vero. Di una bellezza, l’etiope Zeudi, da lasciare ancora oggi senza fiato, di sicuro una delle creature più naturalmente sensuali che il cinema italiano abbia mai mostrato allo spettatore. Il film si inserisce nel genere allora assai amato del viaggio in territori caldi, tropicali, ove l’incontro tra occidentali e uomini e donne locali sprigiona fiammeggianti erotismi. Bora Bora e Il dio serpente, tanto per citare un paio di titoli. Una coppia stanca e sul punto di dissoversi per carenza di voglie tenta un viaggio corroborante e salvifico sotto il sole delle Seychelles, e chissà mai che. Lui incontrerà una ragazza di lì di nome Samoa, lei uno scrittore, e ci sarà molto sesso per entrambe le nuove coppie. Tutto si concluderà con un rappel à l’ordre coniugale, ma a passione riaccesa. Il film è lei, Zeudi, che quel marchio – la ragazza dalla pelle di luna – se lo sarebbe portato addosso per molto, molto tempo. Con Ugo Pagliai, Beba Loncar e Giacomo Rossi Stuart, il papà di Kim.
Jack Ryan: l’iniziazione, canale 20, ore 23:07.
Ritorna in questa versione-reboot del 2013 l’agente Cia creato da Tom Clancy e già interpretato da Harrison Ford. Stavolta al posto suo c’è Chris Pine, mentre alla regia troviamo un Kenneth Branagh che, come in Thor e Cenerentola, abbandona Shakespeare per buttarsi voluttuosamente sul cinema ultrapop. I cattivi son russi, come ai tempi belli dell’Unione sovietica e delle migliori spy stories della nostra vita. La fanciulla è Keira Knightley. Cultistica apparizione del mitologico Mikhail Baryshnikov. Branagh si concede un ruolo moscovita divertendosi parecchio.
Non commettere atti impuri di Giulio Petroni, Cielo, ore 23:15.
Giulio Petroni è passato alla storia del nostro cinema di genere tra anni Sessanta e Settanta per un pugno di fondamentali western, tra cui Tepepa, e per l’erotico di “denuncia” (della repressione, dell’ipocrisia borghese ecc.ecc.) Labbra di lurido blu con una fantastica Lisa Gastoni. In questo film del 1071 però siamo nel campo della commedia di costume con derive nell’erotico assai soft: ad Asssi, e già questo, un ragazzo di famiglia di aperte vedute e libertinaggi si innamora di una ragazza di geniori e parenti assai assai pii. Il tutto frullato con toni e temi di contestazione, come di diceva allora. Con Gigi Ballista, Barbara Bouchet, Claudio Gora, Marisa Merlini e Simonetta Stefannelli: nella vita, allora, moglie di Michele Placido, sullo schermo, nel Padrino, sposa nel matrimonio siciliano di Al Pacino/Michael Corleone.
Senza apparente motivo di Sharon Maguire, 7Gold, ore 23:30.
Film uscito un anno fa e passato inosservato. Peccato, perché riesce a mescolare storie private e drammi pubblici come poche volte si è visto nel cinema recente (mi viene in mente Incendies – La donna che canta). Jane, una ragazza con un figlio piccolo (è Michelle Williams, attrice in grandissima ascesa, neocandidata all’Oscar per Blue Valentine) e in crisi con il marito, incomincia una storia con il broker londinese Jasper (Ewan McGregor). C’è un attentato a Londra, lei perde consorte e bambino, di cui però non si ritrova il corpo. Jasper incomincia a indagare, emergerà man mano la verità.
The Big Wedding, Nove, ore 23:35.
Commedia di una decina d’anni fa con tre gloriose presenze come Robert DeNiro, Diane Keaton e Susan Sarandon. A suo tempo il primo ha lasciato la moglie (Keaton) per mettersi con l’amica di lei (Sarandon). Ora il figlio adottivo della coppia che allora scoppiò deve sposarsi: al matrimonio interverrà anche la madre naturale, una tradizionalista contraria al divorzio, sicché De Niro e Katon dovranno fingere di stare ancora insieme. Sarà, pervedibilmente, una girandola di equivoci e gaffe. Ma The Big Wedding è interessante, più per il suo dispositivo narrativo alquanto frusto (che ricorda quello del Vizietto), per come mette a confronto e cortocircuita personaggi dalle diverse appartenenze cultural-religiose: cristiani tradizionalisti, ebrei, buddisti.
Jojo Rabbit di Taika Waititi, Rai Movie, ore 23:45.
Alibi e sospetti di Pascal Bonitzer, Iris, ore 0:00.
Di Pascal Bonitzer si è visto a Venezia 2012 (fuori concorso) Cherchez Hortense, commedia assai francese, dunque di grande eleganza e gusto, che ha sorpreso tutti per i suoi continui cambi di marcia e i twist narrativi (con grandiosa scena del coming out gay dell’ineffabile papà ultraottantenne). Un incanto. Dunque, meglio recuperare il più possibile del Bonitzer passato. La prima occasione arriva stasera con questo suo Alibi e sospetti. Operazione chic e snob di cinema assai consapevole e citazionista – mica per niente Bonitzer è un ex critico dei Cahiers du Cinéma – su un classico giallo di Agatha Christie. Il solito delitto misterioso in una casa di campagna (francese, però), il solito reticolo di sospetti e sospettati, fino allo scioglimento finale dell’enigma. Solo che, ed è l’innovazione narrativa di questo film del 2009, viene abolito il personaggio di Poirot e dunque si procede senza la linearità garantita dalla figura del detective. Bel gruppo d’attori francesi, molto radical-chic: Valeria Bruni Tedeschi, Lambert Wilson, Miou-Miou, Pierre Arditi, Anne Consigny. C’è anche la nostra Caterina Murino. Cultistico.
La banda del Trucido di Stelvio Massi, Cine34,ore 0:53.
Del 1977, è il secondo film con il character trucido-romanesco di Monnezza, alias Tomas Milian con la voce di Ferruccio Amendola. E stavolta la regia è di Stelvio Massi, non più del grande Umberto Lenzi dell’episodio fondativo. Pare che sul set Milian non sopportasse proprio Luc Merenda.
Dalla Cina con furore con Bruce Lee, Rai 4, ore 1:10.
Il primo film arrivato in Italia (era il 1972) di Bruce Lee. Atto di fondazione di un totem dell’action. Gli scontri coreografati di Bruce restano tutt’oggi uno spettacolo mirabile e inimitabile di forza e grazia. Questo film è molto meno banale di come, soprattutto allora, lo dipinse la critica istituzionale. Ricostruisce difatti, pur se con molta libertà, un pezzo di storia di Cina del primo Novecento: una Cina imperiale declinante, anzi ormai alla sua agonia, insidiata dalle potenze occidentali e dai giapponesi. Bruce Lee è Chen Jen, esperto di arti marziali, eroe che cerca di salvare l’onore della patria combattendo l’arroganza soprattutto nipponica. Scuole e maestri di kung-fu a confronto e scontro, naturalmente. Da non perdere. Anche, un racconto rivelatore dell’eterna rivalità Cina-Giappone. Bruce Lee angelico e insieme tellurico, devastante. Un film parodiato dall’ineffabile Franco Franchi, già senza Ciccio Ingrassia, in Ku fu? Dalla Sicilia con furore (titolo geniale per via di quel Ku fu?) di Nando Cicero. A dimostrazione ennesima dell’impatto di Bruce Lee sull’immaginario popolare. Senza Dalla Cina con furore non ci sarebbe stato il grande cinema hongkonghese che abbiamo conosciuto, uno dei più innovativi e vitali di fine Novecento. Nota: credo che il vero Bruce Lee avesse poco a che fare con l’isterica caricatura che ne dà Tarantino in C’era una volta… a Hollywood.

Quello che vedrei stasera: The Birth of a Nation.

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