Judas and the Black Messiah di Shaka King (2021).

Titolo importante dell’abbbastanza recente renaissance del cinema afroamericano (quella di titoli come Moonlight e Get Out), un film parecchio apprezzato negli Usa (e passato da noi nella solita ottusa indifferenza) che nel 2021 ha portato, tra l’altro, un Oscar come migliore non protagonista a Daniel Kaluuya: che è qui un eccellente e carismatico al punto giusto Fred Hampton, esponente di rilievo delle Black Panthers nella Chicago anni Sessante del secolo scorso, molto inviso a forze dell’ordine e all’establishment. Soprattutto per il suo progetto dirompente di coagulare l’ala più politicizzata e consapevole del movimento black con bande della criminalità da strada. Un innesto allarmante, che l’Fbi cerca di inibire con qualunque mezzo. Si arriva così a ricattare un piccolo deliquente di quartiere, Bill O’Neal, anche lui afrodiscendente, costrigendolo a infiltrarsi tra le Pantere come informatore. Diventerà l’uomo di fiducia di Fred Hampton, comincerà a provare per lui ammirazione e devozione, ma non riuscirà a fermare il mccanismo micidiale che si è intanto innescato. Come già da titolo, ai modi del cinema più vigoroso di militanza e di denuncia si accompagna, ed è il lato più interessante, il racconto del leader delle Pantere coma via crucis, come Passione, come racconto esemplare di sacrificio, come imitatio Christi, dove a far da Giuda traditore è il ragazzo Bill, sempre più dilaniato dai rimorsi. Tratto da “una storia vera”, ma trasfigurato in una storia di martirio da agiografia e martirologio cristiano. Da recuperare.
CERCA UN FILM
ISCRIVITI AI POST VIA MAIL
-
-
ARTICOLI RECENTI
- Cinema stasera in tv: SPARTACUS di Stanley Kubrick – giovedì 24 settembre 2026
- Venezia 2026. LOOK BACK di Hirokazu Kore-eda: recensione
- Venezia 2026. LA MIA CLASSIFICA FINALE del concorso
- Venezia 2026. WOMAN UNKNOWN di May el-Toukhy – recensione
- Venezia 2026. POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong – recensione
Iscriviti al blog tramite email