Georgetown di Christoph Waltz, Rai 3, ore 21:20. Mercoledì 19 luglio 2023.

Esordio alla regia – correva l’ultimo anno prepandemico, il 2019 – dell’attore austriaco, e tarantiniano di ferro, Christoph Waltz, due volte Oscar come migliore non protagonista, prima per Inglorious basterds poi per Django Unchained. Solido interprete di scuola centroeuropea (quindi con addosso tutte quelle eredità del cinema espressionista e delle varie onde del nuovo cinema di lingua tedesca) che con la sua escursione nel cinema anglofono si è costruito una fama globale e una maschera ambigua e viscida perfetta per quei ruoli che-amerete-odiare. Diciamo un Peter Lorre reloaded con un che del conterraneo Von Stroheim. Una maschera, quella del villain tanto più insidioso perché dai modi suave, che porta benissimo anche come protagonista di questo suo debutto detro la mdp Georgetown, dal nome del quartiere di Washington dove si concentrano le residenze e i salotti del potere politico-mondano. La storia è quella, incredibilmente vera, ricostruita in un’inchiesta del New York Times, un giornale al di sopra di ogni sospetto di facile scandalismo, nel 2012. E riguardante il tedesco di nascita Ulrich Mott, prima sposo di una signora del gran mondo giornalistico della capitale, Elsa Brecht, novantenne quindi di una quarantina d’anni più di lui, e poi, a decesso della consorte, arrampicatore nel milieu diplomatico. Un matrimonio ovviamente mai piaciuto alla figlia di lei, la docente Amanda. Figuriamoci quando la signora verrà trovata morta. Assassinata? Un ruolo perfetto per Waltz che dispiega tutta la carica di odiosità e repellenza di cui è capace. Vanessa Redgrave è la consorte, Annette Bening la figlia. Tra le proposte più interessanti della serata tv.
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