La sottile linea rossa di Terrence Malick, la7, ore 23:15. Martedì 22 agosto 2023.

Per chi (come me) ha amato The Tree of Life e per chi (la stragrande maggioranza degli spettatori italiani) l’ha detestato, ecco il gran film del nevrotico-fobico Terrence Malick – uno che non si fa mai vedere in giro e si sottrae al cannibalismo del circo mediatico semplicemente sparendo – che ne segnò il ritorno al cinema dopo decenni di blocco produttivo-creativo. Si mobilitò mezza Hollywood, da George Clooney a Sean Penn a Francis Ford Coppola, per trovare i finanziamenti e permettere a Terrence Malick di girare un altro film a vent’anni dalla sua ultima regia (I giorni del cielo). Era il 1998, e quell’impegno collettivo segnalò, semmai ce ne fosse bisogno, dell’elevatissimo status edi cui Malick godeva presso i colleghi, e non solo. Ne nacque questo La sottile linea rossa che, pur con i travagli di lavorazione legati alle ben note ossessioni del regista (riscritture continue della sceneggiatura, cambi di attori, cancellazioni e inserimenti di ruoli all’ultimo secondo ecc., insomma tutto il repertorio Malick), non deluse le attese.
Un manipolo di marines nella seconda guerra mondiale, fronte Pacifico, impegnati nella presa dell’isola di Guadalcanal, in uno degli scontri più cruenti con i giapponesi. Uomini in guerra, le armi, il sangue, il massacro, ma intorno una natura che tutto avvolge con la sua perfetta bellezza. Malick può dispiegare al massimo il senso del paesaggio, che gli è così così peculiare (gli orizzonti immensi di I giorni del cielo), incrociandolo con un’altra costante della sua opera, il senso de dolore. Con uno sguardo radicalmente nuovo sugli uomini in guerra e sul genere bellico che finirà col cambiare definitivamente il combat film e la sua percezione da parte nostra, come del resto Salvate il soldato Ryan: uno sguardo dal basso, con la mdp a filo d’erba, che sembra fare suo quello impassile e puramente osservativo della natura, sempre che la natura possa averne uno. A suggeriee che tutto quanto vediamo altro non è che un frammento dell’immenso cosmico (una visione che Malick svilupperà ulteriormente nei film successivi). Cast all stars da vertigine: Sean Penn, George Clooney, Jim Caviezel (che subentrò a Edward Norton), Adrien Brody, John Travolta, Woody Harrelson. Tagliati invece in fase di montaggio Mickey Rourke, Bill Pullman, Viggo Mortensen, Gary Oldman e Martin Sheen. Ma, nonostante le forbici, il film resta un epico affresco di tre ore. Orso d’oro a Berlino.
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