
‘Ferrari’ di MIchael Mann
Siamo a mtà festival e a metà concorso. Che finora è stato piuttosto deludente, con troppi film medi e a impatto garantito che tradiscono la vocazione esplorativa di un festival. E troppi film ad alto budget, troppi film Netflix, troppi film americani, troppi film italiani, troppi film tronfi, gonfi, bolsi, pesanti, pronti per gli Oscar. Solo che Venezia dovrebbe, senza tirar fuori l’insostenibile retorica della “mostra d’arte cinematografica”, anche essere qualcos’altro. Unica sorpresa, il tedesco La teoria del tutto. Unico film felicemente deragliato, La Bête di Bonello. La mia classifca parziale a queto momentio, pomeriggio di sabato 3 settembre.
1) Ferrari di Michael Mann. Voto tra il 7 e l’8
2) Poor Things di Yorgos Lanthimos. Voto 7 e mezzo
3) La Bête di Bertrand Bonello. Voto 7 e mezzo
4) Die Theorie von Allem (La teoria del tutto) di Timm Kröger. Voto 7+
5) The Killer di David Fincher. Voto 7
6) Maestro di Bradley Cooper. Voto 6
7) Adagio di Stefano Sollima. Voto 6
8) Bastarden di Nikolaj Arcel. Voto 5 e mezzo
9) Dogman di Luc Besson. Voto 5
10) El Conde di Pablo Larrain. Voto 5
11) Comandante di Edoardo De Angelis. Voto 4 e mezzo
12) Finalmente l’alba di Saverio Costanzo. Voto 4 e mezzo