Film-capolavoro stasera in tv: IL SORPASSO di Dino Risi – lun. 6 nov. 2023

Il sorpasso di Dino Risi, Cine34, ore 23:19. Preceduto, alle 23:03, da Vi racconto, appuntamento settimanale (ogni lunedì sera in seconda serata) di Enrico Vanzina che ripercorre storia e carriera di un protagonista del cinema italiano. Stasera Vittorio Gassman.
La miglior commedia di sempre del nostro cinema, per qualcuno pure il miglior film italiano di sempre. Quando uscì, nel remoto 1962, non furono poi in tanti a rendersi conto di cosa fosse davvero questo immenso racconto orchestrato da Dino Risi (su clamorosa sceneggiatura, obbligario ricordarlo, di Ruggero Maccari e Ettore Scola, oltre che dello stesso Risi). Racconto che adesso ci appare come un ritratto assoluto, definitivo, dell’Italia in preda alle convulsioni del miracolo economico e a una mutazione antropologica che l’avrebbe travolta. Vittorio Gassman, nel ruolo della vita, è il cialtrone e nullafacente Bruno che in un ferragosto romano vuoto e deserto conosce, e imbarca a bordo della sua decapottabile, il probo studente Roberto, un Trintignant contrappunto perfetto, nel suo malinconico autocontrollo, nella sua nobile timidezza, al debordante compagno d viaggio. Si imbocca l’Aurelia, verso Castiglioncello, poi qua e là in Toscana. Road movie, in paesaggi ancora meravigliosi e intoccati, e quasi zero macchine in giro. Con fermate e deviazioni in posti e tra persone che finiscono col disegnare una mappa socio-etnografica di quell’Italia. Mogli cornificate e lasciate, nobili di campagna in via di rapida decadenza. Il timido conoscerà attraverso il cialtrone qualcosa di più della vita, il cialtrone attraverso il timido intuirà l’esistenza dell’ombra. Complicità, ma anche un sordo, tacito braccio di ferro tra i due. Rivalità maschile e forse un’impossibile (allora) attrazione omoerotica. La conclusione, drammatica, rivelerà, nella guerra perl’esistenza, un vincitore e un vinto. Uno di quei film perfetti dove funziona tutto, sceneggiatura, regia, interpreti.dove non accerti il minimo stridore. Bianco e nero meraviglioso, come si usava ancora negli anni Sessanta (di lì a poco sarebbe scomparso dal cinema destinato al largo pubblico per sopravvivere solo in quello strettamente d’autore). Vedere e rivedere.

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