Gloria, apoteosi del soldato ignoto (1921).
Quando l’ho visto su Rai Storia sono rimasto sbalordito, per come vi si racconta la creazione di un mito nazionale e patriottico. E nel vedere come il cinema, già in quegli anni, fosse un potente strumento di propaganda. Film documentario del 1921 restaurato dalla Cineteca del Friuli in tempi recenti, ci mostra tappa dopo tappa l’incredibile “invenzione” di quel Milite Ignoto (maiuscole obbligatorie) che poi, al romano Altare della Patria, troverà il suo luogo e la sua canonizzazione. Vediamo – sulla scia di altri paesi come la Francia che alla fine della Grande guerra avevano già attuato un’analoga operazione – come i comandi militari e i politici procedano alla scelta di una salma senza nome ritrovata sul Carso per elevarla a simbolo di tutti i caduti. Vediamo il lungo viaggio del feretro, tra bandiere sventolanti e folle a bordo binario commosse e esultanti, da Aquileia a Roma. Assistiamo all’inumazione tra squilli di fanfara al Vittoriano. La testimonianza esemplare di come si crea e si impone alla collettività un eroe nazionale che è insieme nessuno e tutti gli italiani. Impressionanti le scene con la “madre” del milite.
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