Il Pap’occhio di Renzo Arbore (1980)
Quando Renzo Arbore divenne anche un autore cinematografico di stratosferici incassi (almeno in Italia). Andò benissimo questo suo esordio del 1980 dietro la machina da presa, ma il flop del successivo Che mi hai portato a fare sopra Posillipo…? avrebbe subito stoppato la carriera di quello che già veniva salutato come il nuovo re della nostra cinecommedia (essendo quella dei gloriosi Risi e Monicelli & Co. ormai esausta). L’Arbore nazionale ma sempre anche localisticamente foggiano-napoletano veniva dalla trionfale Altra domenica di Rai 2, sicché si portò i suoi fedelissimi – Benigni in testa, ma anche Isabella Rossellini, Andy Luotto, Luciano De Crescenzo ecc. – in questo Pap’occhio tra il demenziale e il trash per raccontarci l’improbabile storia di una banda di scalcinati operai dello spettacolo chiamati dal Pontefice in Vaticano a mettere su una tv. Che dire? Non l’ho mai amato. Preferisco che l’amabilità arboresca, sempre pronta a rovesciarsi in farsa e fescennino, resti in stretto ambito televisivo-radiofonico.
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