Il film imperdibile stasera in tv è IL PORTIERE DI NOTTE di Liliana Cavani – merc. 26 giugno 2024

Il portiere di notte di Liliana Cavani (1974), Rai Movie, ore 21:13. Mercoledì 26 giugno 2024. Stasera su Rai Movie Serata Cavani: dopo Il portiere di notte sarà trasmesso alle 23:18 Al di là del bene e del male.
Rivalutare Liliana Cavani (1). Niente più del suo cinema rappresenta il nostro cinema anni Settanta, anzi – tout court – i nostri anni Settanta, con i suoi sbandamenti ideologici, la commistione indigeribile ma filmicamente interessante tra tutte le rivoluzioni possibili, da quella politica a (soprattutto) quella sessuale. E femminismo, terzomondismo, misticismo ecumenico e perfino proto new-age. Certo, Liliana Cavani ha sempre dato l’impressione di non essere autore originale ma solo una divulgatrice diligente di temi trattati da altri con ben più radicalità, Pasolini in primis, ma anche Ferreri o certo Visconti (quello della Caduta degli dei). Eppure i suoi film, così poco amati dai critici di ogni generazione, sprezzantemente liquidati come prodotti bassi, sempre bacati dalla pretenziosità e dalla sciatteria stilistica, sono impressi nella nostra memoria e non se ne vanno via. Non se ne andranno mai via. Il portiere di notte del lontano 1974, ad esempio. Solo a raccontarlo mette i brividi. Perché, oggi, un film così non sarebbe non dico realizzabile, ma neppure pensabile. A guerra finita, un’ex internata in un lager nazista ritrova nel dimesso portiere di notte di un hotel l’aguzzino delle SS che stabilì con lei un rapporto sadomasochistico. Si incontrano in una camera dell’albergo, ricominciano quel rapporto. Tra berretti, bretelle di cuoio, divise, frustini, trionfa il feticismo nazi. Chi oggi oserebbe tanto? Ecco, il cinema di Liliana Cavani è la vertigine, è il matto che canta camminando incosciente sull’abisso. Tremo all’idea di rivedere questo film, come tremo ogni volta che mi ritrovo tra le mani la cassetta di Salò di Pasolini e non riesco a infilarla nel videoregistratore. Certo cinema è insostenibile e non so se sia bene o male. Dimenticavo: gli interpreti del Portiere di notte si chiamano Charlotte Rampling e Dirk Bogarde. Da allora i loro nomi sono rimasti associati a questo film e, credo, lo saranno per sempre.
(1) Questa recensione è stata scritta nell’ormai lontano 2010. Da allora qualche tentativo di riconsiderare e sistematizzare in una cornice cirtica e storica l’opus cinematografico e televisivo di Liliana Cavani è stato fatto, soprattutto l’anno scorso, 2023, quando le è stata dedicata al festival di Pesaro una retrospettiva e, qualche mese dopo, allaMostra di Venezia, le è stato assegnato il Leone alla carriera. Ma il suo status di eterna outsider del nostro cinema, poco amata dalla critiuca italiana di ogni tendenza e generazione, resta nella sostanza intato e non scalfito da questi episodici recuperi. Lo dimostra l’ampia incomprensione se non addrittura l’ostilità con cui a Venezia 2023 è stato accolto il suo assai dignitoso e personale L’ordine delle cose.

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