La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock (1954). Tv 2000, ore 20:52, giovedì 25 luglio 2024.
Uno dei più celebri e amati Alfred Hitchock, la sua commedia giallo-rosa-nera (con prevalenza del nero) meglio riuscita. James Stewart immobilizzato da una gamba ingessata scruta con il binocolo (e con superfallico photo-zoom) la casa di fronte e capisce che lì c’è del marcio, anzi c’è stato. Nientedimeno che un delitto da parte di un losco quanto insospettabile figuro. Ma l’assassino si rende conto che colui-che-guarda sa, ha visto e cerca di farlo fuori. Una perfetta macchina narrativa, di geometrica hitchockiana precisione, dove la suspense è generata dall’impossibilità a muoversi del bersaglio. James Stewart è, come in La donna che visse due volte, il maschio impedito, fallato, simbolicamente non-potente: qui per un limite fisico, là per una fobia, quella dell’abisso, del vuoto. Dialoghi scintillanti, e una Grace Kelly meravigliosamente vestita in simil Dior (vita stretta e gonna a palla secondo la silhouette in voga in quei primi anni Cinquanta) perfetta come biondo e gelido angelo hitchcockiano. Il regista si scatena in una delle sue perversioni cinematograficamente preferite, il voyeurismo (la necrofilia dominerà invece La donna che visse due volte, il sadismo Psyco).
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