Ghost Detainee – Il caso Abu Omar di Flavia Triggiani e Marina Loi (2024), la7, ore 21:15.

Uno di quei film fantasma che escono in qualche cinema in una qualche parte dell’Italia e poi spariscono. Per poi riapparire su un qualche emittente o piattaforma. Ghost Detanee, Il detenuto fantasma, è stato distribuito in modalità quasi clandestina (non ricordo sia mai arrivato a Milano, ma potrei sbagliarmi) lo scorso febbraio ed eccolo stasera riaffiorare su la7, in una messa in onda che, ai tempi di Andrea Purgatori, sarebbe stata sicuramente seguita da dibattiti e confronti tra esperti e adesso non saprei. Perché perfetto per un talk show o cineforum televisivo è il contenuto: la ricostruzione di quel caso Abu Omar che nella prima decade del ventunesimo secolo diede vita a una clamorosa inchiesta giudizaria (della procura di Milano) su fatti e misfatti e verità occultate e manipolate dalla mitologica Cia. Con nell’occasione una fetta dei nostri servzi segreti a dare una mano. Milano, 17 febbraio 2003: svanisce nel nulla Abu Omar, imam egiziano da molto tempo residente e operante in città, attivo soprattutto in una moschea di via Quaranta con i suoi infiammati sermoni. Pare, in urto con il regime Mubarak e per questo in autoesilia in Italia, dove peraltro viene tenuto sotto osservazione costante dalla nostra Digos. Si rifarà vivo un anno e due mesi dopo con la famiglia, rivelando di essere in Egitto, dove è stato sottoposto a una detenzione durissima e a interrogatori (eufemismo) diciamo assai pressanti. La magistratura indaga. Emergerà che Abu Omar è stato rapito dagli americani con, come si è detto, qualche complicità italiana e portato nelle carceri del regime amico (degli Usa) di Mubarak, in quanto sospettato di essere in contatto con reti sovranazionali del terrorismo islamista (ricordiamolo: il crollo delle Torri Gemelle è di due anni prima). Vittima, l’imam Abu Omar, di qulla extraordinary rendition praticata dopo il varo post-11 settembre da parte di Bush del Patrioct Act, legge federale volta a “rafforzare la sicurezza degi Stati Uniti”, ovvero a combattere i terroristi ovunque si trovino e con ogni mezzo. Extraordinary rendition significa rapire qualcuno e affdiarlo a regimi alleati che, non certo garantisti in fatto di diritti umani, possano procedere a detenzioni e interrogatori duri che nei democratici States non sarebbero permessi.
Ecco, di questi caso clamoroso di cui ancora restano ampie zone inespolorate si racconta in Ghost Detanee e vale la penda dargli un’occhiata più che attenta.
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