Film da vedere stasera in tv: THE KILL TEAM di Dan Grass – mercoledì 7 agosto 2024

The Kill Team di Dan Grass (2019). Rai 4, ore 21:26, mercoledì 7 agosto 2024.
Tra le buone ricadute di queste mie segnalazioni di film in tv (un tempo quotidiane, adesso assai discontinue) è la riattivazione nella mia memoria di film visti parrecchio tempo fa e poi sprofondati nella dimenticanza. Succede oggi con questo The Kill Team, in prima tv su Iris: film che non ricordavo più di avere visto, eppure tutt’altro che trascurabile. Based on a true story, recita il sottotitolo. La storia vera è quella di una squadraccia di militari americani che durante la lunga occupazione anzi intervento in Afghanistan si macchiò di crimini contro civili inermi, vicenda fosca che rivelò comportamenti deviati e sadismi ben nascosti fino a allora sotto la divisa. E che ricorda quanto era successo giò durante il conflitto del Vietnma a My Lay, un massacro anche lì di civili inermi che scosse nel profondo la coscienza degli americani e fu determinante nello spostare l’opinione pubblica su posizioni antiguerra. Gli omicidi del Maywand District (siamo dalle parti di Kandahar, Afghanistan meridionale), perpetrati tra gennaio e maggio 2010, quando sono stati divulgati hanno avuto un impatto analogo, anche grazie al documentario che Dan Krass ne ha tratto qualche anno dopo. Sarà sempre lui a girare molto più tardi, nel 2019, questo The Kill Team, film fictionale, ma con forti echi di quanto era successo a Maywand, intorno a un plotone Usa in terra afghana agli ordini di un sergente carismatico e demoniaco nel suo predicare la necessità della violenza estrema. Deeks, questo il suo nome (allusione al fallocratismo, alla mascolinità tossica? a interpretarlo è un Alexander Skarsgård, mai così bravo e allarmante), tiene in pugno i suoi uomini non (solo) con il terrore, non (solo) con una disciplina ferrea, ma con le sue arti manipolatorie in grado di trasformare il gruppo in una sorta di setta ai suoi ordini. Il giovane soldato Andrew Briggman, appena arrivato nel plotone, non tarda a capire quali perversioni si nascondano dietro a comportamenti apparentemete esemplari. Le morti sospette di civili si susseguono. Non sono incidenti, ma omicidi mirati e pianificati dal cattivo guru Deeks: per odio verso il nemico, per razzismo, per machismo, per suprematismo bianco. O forse per saggiare il grado di compattezza del gruppo e la lealtà nei suoi confronti. Briggman è dilaniato: denunciare quella cellula impazzita, fermare Deeks? Ma chi gli crederà? È terrorizzato, sa che il capo e i suoi scherani gliela farebbero pagare. Il buon soldato, il buon americano Andrew è solo, stretto in un dilemma morale che è anche, più concretamente, questione di vita o di morte. il regista Dan Grass riesce nell’impresa di deunciare le deviazioni alle quali il mestiere delle armi può portare. L’assuefazione alla violenza, alla sopraffazione, al sangue, alla morte. Peggio: al piacere della sofferenza altrui. E sa creare un clima oppressivo da kammerspiel (anche gli orizzonti del deserto afghano sono linee di blocco, a cicoscrivere un territorio senza uscite, una prigione a cielo aperto). Uno spazio chiuso che è prima mentale, e cinematografico, che fisico, sul quale si staglia sempre la presenza minacciosa del sergente Deeks, un’incarnazione del male assoluto, non così distante (anche se ovviamente incomparabile) da certi giganti del male della storia del cinema, come il Quinlan wellesiano o il Kurz di Apocalypse Now.

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