Film imperdibile stasera in tv: IL DELITTO PERFETTO di Alfred Hitchcock – sab. 10 agosto 2024

Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock (1954), Iris, ore 21:15. Sabato 10 agosto 2024.

Schermata 2014-10-20 alle 14.11.34Schermata 2014-10-20 alle 14.12.55Perfetta macchina da suspense costruita con la consueta maniacale perfezione (tecnica e formale) da Alfred Hitchock. Anche, il primo film che segna il sodalizio del regista con Grace Kelly (seguiranno La finestra sul cortile e Caccia al ladro), la sua donna-feticcio, l’attrice più amata e sempre rimpianta dopo il ritiro dal cinema causa matrimonio principesco-monegasco. Un Hitchcock – siamo nel 1954 – nei suoi anni più felici e maturi, quelli in cui mette a segno un successo dopo l’altro, senza peraltro rinunciare a un’incessante interrogarsi sulla forma del thriller. Londra. L’ex tennista Tony Wendice (un ambiguo, odioso Ray Milland) scopre che la moglie, la bionda e ricca Margot, lo tradisce. Decide di farla fuori, un po’ per gelosia e molto per incassarne il patrimonio. Assolda come sicario un vecchio compagno di scuola alla deriva, mette a punto in piano. Il killer dovrà entrare in casa a una data convenuta, mentre lui si costituirà un alibi mostrandosi altrove in pubblico. Ma le cose non andranno secondo previsioni. Il vero giallo comincia anzi dopo l’entrata in scena del killer. Come spesso in Hitchcock, non importa scoprire chi sia l’assassino – in questo film sappiamo già tutto all’inizio – ma come pedine si muovono, o vengono mosse dall’onnisciente dietro la macchina da presa, sulla scacchiera del racconto. Girato in Warnercolor (uno dei nomi con cui era conosciuta, a secodna dello studio che la utilizzava, la tecnologia dell’Eastmancolor). Dalla celebre conversazione di Hitch con Truffaut (Il cinema secondo Hitchcock, Il Saggiatore), apprendiamo che il film era stato girato in 3D, ma che in Fancia (e credo anche in Italia) non sia mai stato distribuito in quella versione perché gli esercenti si rifiutarono di distribuire i necessari quanto famigerati occhialini. Dial M for Murder, questo il titolo originale, viene liquidato dal regista – sempre nel libro-dialogo con Truffaut – come un film miniore, d’occasione, sul quale “possiamo passare rapidamente perché non c’è granché da dire”. Salvo poi dilungarsi, anche per l’insistenza del suo interlocutore, su assai interessanti questioni tecniche (riguardo all’uso3D) e teoriche. In particolare sulla necessità a suo parere di conservare l’impianto teatrale quando il film è tratto, come nel caso del Delitto perfetto, da un testo nato per il palcoscenico, senza cadere nell’errore di renderlo”cinematografico”: questo per non dilatare i tempi con inutili scene girate all’aria aperta salvaguardando invece “la qualità fondamentale della commedia (che) sta nella sua concentrazione”.

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