Caccia al ladro di Alfred Hitchcock (1954). Con Cary Grant, Grace Kelly.
Considerata un’opera minore di Hitchcock, come se di un maestrofossero possibili cose minori. Forse piaciuto meno ai sopracciò della critica per il suo disinvolto mescolare thriller e rosa, che peraltro è di Hitchcock cifra ricorrente (La finestra sul cortile). Anche, il set che fece incontrare Grace Kelly e Ranieri di Monaco. Hollywood perse una stella, la mitologia moderna ci guadagnò una principessa bionda come nelle favole-favole. Tutta colpa, o merito, del signor Alfred Hitchcock che pensò di girare questo giallo-rosa, più rosa che giallo, sulla Costa Azzurra. Un famoso ladro di impeccabile eleganza, detto Le Chat, il gatto, si è ormai ritirato nella sua villa nel sud della Francia dopo essersi guadagnato la rispettabilità contribuendo alla resistenza francese. Ma una serie di furti di gioielli gli vengono (ingiustamente) attribuiti, sicché scenderà in campo per difendere il proprio onore e smascherare il vero colpevole che si spaccia per lui. Avrà modo di conoscere la figlia di un milionaro americano e sarà amore, benché tra molte baruffe da sophisticated comedy. Un Hitchcock del periodo aureo, quegli anni Cinquanta in cui tutto gli riusciva meravigliosamenteanche se, rispetto ai certi suoi giganteschi film, un po’ in vacanza. Porta la sua attrice-feticcio, Grace Kelly, dalle parti di quel principato da operetta e la perderà, sarà per lui un colpo durissimo. Cary Grant al vertice del suo charme. I due che viaggiano veloci e radiosi in cabrio sulla corniche non si possono dimenticare.
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