Flashdance di Adrian Lyne (1983), la5, ore 21:10. Mercoledì 21 agosto 2024.

Strano (o forse eloquente segno dei tempi) che negli ultimi decenni uno dei non molti film americani ad averci parlato di lavoro e di fabbrica sia stato un musical come Flashdance. Con una ragazza che fa l’operaio/a in un ambiente osto e maschile, e che sogna però di entrare in un’accademia di ballo. Di giorno lavoro duro, la sera allenamenti ginnico-danzanti. Avrà una storia d’amore con il suo capo, si presenterà dopo molte esitazioni alla selezione per entrare in accademia e indovinate come finirà. Allora in Italia fu maltratto dai critici, ma adorato dal publico, come peraltro in tutto il mondo. Oggi, a decenni di distanza da quel 1983, è diventato un classico. Tanto che il Festival di Pesaro, tempio di cinefilia intransigente, gli ha dedicato l’anno scorso, in occasione del quarantennale, una proiezione speciale (affollatissima) in piazza. Un film che come pochi sa restituirci i climi e gli umori di quei primi anni Ottanta così ansiosi di divertirsi e stordirsi, di dimenticare i ferrigni Settanta. Memorabile colonna sonora, con almeno due hit come Maniac e What a Feeling di Giorgio Moroder. Regia di Adrian Lyne. Jennifer Beals resterà inchiodata per molto tempo a questo film, al suo personaggio, poi se ne emanciperà entrando in una fascia di cinema e tv di un certo engagement.
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