Film da non perdere stasera in tv: IL CIELO SOPRA BERLINO di Wim Wenders – lun. 16 sett. 2024

Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders (1987), La7, ore 23:15. Lunedì 16 settembre 2024.
Se non il capolavoro di Wim Wenders (io gli preferisco di gran lunga Lo stato delle cose), certo il suo film più famoso e amato. Il suo cinema in essenza e in purezza. la sua opera-manifesto, quella che ne contiene le peculiarità e i segni di riconoscimento. Con l’apporto in sede di sceneggiatura del futuro premio Nobel per la letteratura Peter Handke, collaboratore e ispiratore di Wenders fin dai suoi primi, folgoranti lavori (quanto debbano a Handke – alla sua scrittura tersa e nitida, osservativa, oggettivante eppura mai glaciale – l’opera di WW e il suo stesso sguardo cinematografico deve ancora essere pienamente indagato). Anche, il film in cui del regista tedesco si rintraccia al massimo grado quella tensione assai teutonica al sublime, al super- e all’oltre-umano che rischia tano spesso di scadere pericolosamente in kitsch poeticistico.
Due angeli si aggirano nella Berlino Ovest anni Ottanta ancora divisa dalla sua parta a Est a osservare gli umani, il loro patire e il loro essere felici e appagati, pronti a intervenire nel caso occorresse il loro aiuto. Invisibili agli adulti, ma non ai bambini (e qui il rischio del kitsch si affaccia prepotente). Impermeabili all’umano e insieme attratti dalle sue contraddizioni. Wenders racconta questa parabola, perché, più che una favola, tale è Il cielo sopra Berlino, frammentando il flusso degli eventi in tableaux vivants di abbagliante bellezza, perlopiù in un bianco e nero dove l’immagine e la forma prevalgono sull’azione, in un cinema che più di movimenti è fatto di pause, comtemplazione, silenzi.
Ma oggi forse il modo migliore di avvicinare questo film è di guardarlo come un documento e una mappatura degli ultimi anni della Berlino divisa, come un viaggio in un quell’Ovest in cui risaltano c0me riferimenti la colonna della Vittoria, la Kaiser-Wilhelm-Gedachnitskirche con il suo campanile spezzato dalle bombe della WWII, la Biblioteca di stato. E naturalmente il Muro, ancora presente e incombente, ancora minaccioso. Sarebbe caduto di lì a due anni. Per Bruno Ganz il film della vita. Premio per la regia a Cannes 1987.

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