Sentieri selvaggi (The Searchers) di John Ford (1956), Iris, ore 21:12. Martedì 1° ottobre 2024.


Nell’ultima classifica rilasciata da Sight & Sound nel 2022 sui più grandi film di tutti i tempi , – viene aggiornata ogni dieci anni e redatta sulla base delle preferenze di centinaia di critici di tutto il mondo – The Searchers, questo il titolo originale di Sentieri selvaggi, si piazza altissimo, al quindicesimo posto (questa la lista completa sul sito di S&S,). Tanto basterebbe a rendere obbligatoria, la visione di questo leggendario western di John Ford del 1956. Starring il suo attore-feticcio John Wayne, nella parte del soldato confederato Ethan che torna sconfitto dalla guerra civile nella sua casa in Texas. Ritroverà la donna che un tempo ha amato e che ora è moglie di suo fratello Aaron, e già madre di due ragazze. Ma un banda di razziatori indiani assalta la farm, stermina tutti e si porta via le due figlie, una verrà uccisa a sua volta, l’altra, Debbie (Natalie Wood), resterà nelle mani dei Comanche, destinata da adolescente a diventare moglie di uno di loro.
Ethan con altri due compagni si mette sulle sue tracce, deciso a ritrovarla e a riportarla a casa. Passeranno anni, molti anni, ma la caccia arriverà al bersaglio. Film immane, potente, che va dritto alle pulsioni basiche e prime degli umani, e degli umani maschi (il territorialismo, il senso della famiglia, la sfida tra maschi alfa) e le epicizza. Non c’è pietà, non c’è sentimentalismo, solo lotta e guerra. Darwiniano. Senza la minima indulgenza verso i pellerossa. Il culto di questo film è cresciuto nei decenni, e ancora non si è capito come e perché, visto che quando apparve a suo tempo non suscitò reazioni compattamente positive, anzi. Ma, se ricordo bene, i francesi dei Cahiers lo recuperarono e lo salutarono come pietra miliare della storia del cinema.