Il film imperdibile stasera (lun. 7 ott.) in tv: PICCOLO CORPO di Laura Samani

Piccolo corpo di Laura Samani (2021), Rai 5, ore 21:14. Lunedì 7 ottobre 2024.
Come Alice Rohrwacher, come Maura Delpero, Laura Samani con il suo sguardo femnninile ha contribuito a cambiare qualcosa nel nostro cinema autoriale così tradizionalmente, a parte le solite eccezioni, maschiocentrico. La accomuna alle due colleghe anche la fascinazione per gli ambienti non urbanizzati, rurali e montani, in qualche modo fuori dal mondo e dalla Storia. Come Vermiglio di Maura Delpero, questo primo lungometraggio (lanciato alla Semaine de la Critique a Cannes 2021 e da lì decollato verso una quantità di altri festival) della regista triestina Laura Samani si muove, e muove la sua protagonista, tra panorami alpini fissati all’eternità, all’immutabilità e durezza del loro dato naturale. Come La chimera e Lazzaro felice di Alice Rohrwacher, Piccolo corpo non si chiude nel minuto realismo andando invece a sfiorare l’oltrereale, la dimensione del mito, della favola, dell’apologo, immergendosi nel sacro attraverso il racconto, collocato in un ieri preindustriale e premoderno e “eterno”, di una giovane donna a suo modo ribelle rispetto alle regole.
Agata è appena diventata madre, di una bambina purtroppo nata morta. Alla quale verrà negato, secondo le rigide regole di Santa Madre Chiesa, il battesimo e il nome, rendendo così impossibile alla sua anima l’accesso al paradiso, condannandola a vagare nel limbo. Ma Agata non si rassegna (siamo in questo inizio sul mare, nella laguna tra Veneto e Friuli), si rifiuta a quel destino, vuole raggiungere un santuario nascosto tra monti lontani e forse stranieri in cui, assicura chi ha fede, i bambini morti possono per un attimo tornare alla vita: quel tanto che basta a dare loro il battesimo e sottrarli al limbo. E con il piccolo corpo Agata intraprende da sola e contro l’opinione di tutti il suo ostinato viaggio, sfidando ostacoli naturali, incontrando gente ora santa ora demoniaca. Cinema austero  e scarno alla Eermanno Olmi, ma con un che di ieratico che ricorda il Pasolini etnografico e mitografico di Medea e Edipo re (dimensione estranea a Olmi). Non tutto funziona, qua e là la narrazione vacilla o si ingorga, la seconda parte è spesso incerta sulla direzione da prendere, ma Laura Samani si mantiene sempre fedele alla propria idea di un cinema intransigente, senza compromessi. Onore a a lei, che aveva esordito a Cannes-Cinéfondation con con un corto che già esprimeva la sua visione, e che con Piccolo corpo aggiunge un tassello al necessario rinnovamento del nostro cinema.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.