Film imperdibile stasera (sab. 12 ottobre) in tv: INTERVISTA di Federico Fellini

Intervista di Federico Fellini (1987), Rai Storia, ore 21:10. Sabato 12 ottobre 2024.
Se in Roma Federico Fellini aveva raccontato il sé stesso giovane appena approdato nella cità santa e dannata, madre e meretrice, nella capitale corrotta e splendente, qui, molti anni dopo e nella fase declinante della propria parabola, racconta la sua prima volta, e le altre successive molte volte, nella propaggine (escrescenza?) di Roma che più ha contato nella sua vita, Cinecittà. Con il pretesto narrativo di una troupe – giapponese! – che lo vuole intervistare sul nuovo film cui sta lavorando, America da Franz Kafka (l’avesse girato davvero chissà che meraviglia ne sarebbe uscita: un doppis sogno, il sogno di Fellini su un’America mai vista davvero da Kafka e da lui solo sognata da lontano), eccolo rievocare la sua viscerale relazione di lavoro ed esistenziale con il luogo-simbolo della cineindustria italiana.
Si comincia con un lui poco più che ragazzo – a interpretarlo è un Sergio Rubini secco e allampanato – sul tram che dal centro porta a Ciecittà dove dovrà intervistare per chissà quale giornale una diva sul viale del tramonto: sarà la scoperta di un mondo altro, con le sua maestose scenografie, i suoi set fantasmagorici (quegli elefanti), sarà anche l’inizio di una liason senza fine. Ed ecco il Fellini attuale, maturo, condurre i suoi interlocutori del Sol Levante nel mitico Studio 5 diventato il luogo, il tempio felliniano, in cui lui, autore ormai consacrato, officia i suoi riti cinestregoneschi, crea le sua magie e i suoi universi paralleli. E subito viene consegnata a noi che guardiamo una visione folgorante, quella del decoratore appeso a dipingere una scenografia di cieli azzurric appena solcato da nubi. Un’immagine che entrerà tra gli highlight della fellinità.
Una scena dopo l’altra Intervista diventa per FF un viaggio nel proprio passato, nella propria ossessione per il cinema, un’autobiografia in parole e visioni, anche un’autocelebrazione appena velata da svagatezza e modestia. L’incontro decisivo è con Marcello Mastroianni, su un set nel costume di Mandrake, e ritrovandolo il regista ritrova anche una parte di sé, il proprio attore feticcio e alter ego di tanti film. Inevitabile che insieme vadano a cercare una presenza del loro comune passato, Anita Ekberg. Che li accoglierà dopo qualche esitazione nella sua villa-fortino di Genzano, mentre sullo schermo di casa scorre La dolce vita. Il diario, anzi il memoir, continua con l’andamento ondivago dettato dalla casualità degli incontri e dal riaffiorare discontinuo dei ricordi. Ne esce un film volutamente intimo e minore, a misura del proprio mondo personale e non di quello che sta al di fuori, quello degli altri, di tutti, della Storia.
A suo tempo, era il 1987, Intervista fu perlopiù liquidato come un soliloquio, un’esibizione narcisistica di una autore inesorabilmente ingabbiato nella coazione a ripetere (sé stesso), senza più voglia di esplorare l’altro da sé. Eppure, a rivederlo adesso, il Grande Incantatore colpisce ancora riuscendo a coinvolgerci e farci tutti suoi prigionieri.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.