Film imperdibile stasera (giov. 17 ott.) in tv: QUEL GIORNO D’ESTATE di Mikhaël Hers

Quel giorno d’estate (Amanda) di Mikhaël Hers (2018). Tv 2000, ore 20:53. giovedì 17 ottobre 2024.
Un film che è stato una piccola ma non trascurabile rivelazione a Orizzonti 2018, la sezione seconda della Mostra di Venezia votata all’esplorazione del nuovo. Se ricordo bene non si prese nessun premio ufficiale, ma molto piacque al pubblico e pure alla stampa più malmostosa (in patria, in Francia, sarebbe poi andato piuttosto bene al box office ottenendo qualche nomination ai César). Pochi conoscevano il nome del suo regista, Mikhaël Hers, che proprio a quell’edizione della Mostra avrebbe trovato il suo lancio, accreditandosi come autore dal tocco assai personale e non comune, per il suo senso delle sottigliezze, delle sfumature psicologichei, per l’attenzioni alle storie lambite dalla Storia. Il titolo italiana al solito qualunquizza quello originale, più sobriamente Amanda, dal nome della bambina protagonista del film insieme allo zio David (interpretato da Vincent Lacoste, attore che nell’ultima decade ha fatto incetta di ruoli di giovane uomo muovendosi tra cinema grand public e produzioni più autoriali). Eterno ragazzo tra i venti e i trent’anni, David galleggia sulla vita in una precarietà di legami e di lavoro, refrattario a ogni stabilizzazione. Gli sta molto vicina e in qualche modo veglia su di lui sua sorella Sandrine, più solida, più temprata, madre singola della piccola Amanda. Poi l’imprevisto, l’irruzione del tragico. Un attentato terroristico (non si accenna a quelli del giorno del Bataclan, ma l’allusione a quei fatti è evidente) uccide Sandrine. Il resto della storia è David, costretto a rimodulare la sua vita, a rifocalizzarla su altre priorità e bisogni. Sarà lui adesso a doversi occupare della nipote, ma l’adattarsi a questa nuova responsabilità non sarà immediato né lineare. Il regista è assai convincente nel seguire la traiettoria ondivaga del suo main charecter, nel restituire perplessità, paure, contraddizioni, oscillazioni d’umore di un giovane uomo strappato bruscamente alle sua abitudini, e lo è anche di più nel mostrarci lo smarrimento di Amanda, pur senza cadere nel sentimentalismo e nel ricattatorio verso lo spettatore. Un film minuzioso, preciso, nitido, che non pretende di sovrapporre un racconto forte alle figure che mette in campo, ma che se mai parte da loro per costruire via via la sua rete narrativa. Hers ha un tratto delicato assai raro nel cinema di oggi, rispettoso, in grado insieme di evitare le lacrime e di sprigionare una forte carica emozionale, oltre che una forte partecipazione nello spettatore. Quasi una parabola esemplare, questo suo Amanda, sulla sopravvivenza, sulla difficoltà di continuare, sugli effetti collaterali di una tragedia, sul suo impatto su chi resta, sull’elaborazione del lutto e la ridefinizione di sé stessi. Un piccolo mirabile film purtroppo passato nell’indifferenza quando è uscito in Italia e che merita di essere recuperato. Mikhaël Hers dopo Amanda ha girato I passeggeri della notte, presentato alla Berlinale 2022 (e pure quello apparso qualche giorno nei nostri cinema e subito sparito): un altro ritratto delicato di vite che si sfiorano, si incontrano, divergono, si ritrovano.

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