
The Disaster Artist

The Bourne Ultimatum

Un uomo per tutte le stagioni

I ragazzi stanno bene

Nymphomaniac

Patton, generale d’acciao
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Patton, generale d’acciaio di Franklin J. Schaffner (1970), Rai Storia, ore 21:10.
Grandissimo bellico old fashioned dell’anno 1970, cioè prima di quel film spartiacque del genere che sarebbe stato Salvate il soldato Ryan. Con una seconda guerra mondiale ricostruita e ripercorsa da Hollywood come una lotta fondamentale tra Bene e Male, senza sconti né concessioni né alcuna comprensione per il nemico. O meglio, per i vinti. Eppure, benché in questo quadro di massima rigidità, Patton diretto dal gran professionista Franklin J. Schaffner riesce a darci un ritratto memorabile perché non convenzionale, non agiografico, a più dimensioni, stratificato e complesso, e perfino inquietante, del generale che, a capo della Settima Armata americana, guidò insieme agli inglesi al comando di Montgomery lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio 1943: evento cruciale che avrebbe ridisegnato il conflitto e portato in Italia alla caduta del fascismo e poi all’armistizio dell’8 settembre. Ma il film, sceneggiato da un Francis Coppola già grande anche se non ancora famoso, è soprattutto un ritratto da vicino e dal di dentro di Patton, di cui non si tacciono le contraddizioni, l’Ego smisurato, la volontà di potenza, la personalità debordante e scomoda. Un film che è un classico imprescindibile. Premio Oscar a George G. Scott e mai Oscar fu più meritato. Un film che amo molto.
A spasso con Daisy di Bruce Beresford (1989), Rai Movie, ore 21:10.
Uno di quei film di una sola stagione: gran successo al box office, un bel po’ di Oscar, poi il repentino scivolare nel cono d’ombra. Di Oscar A spasso con Daisy ne vinse ben quattro, ma oggi chi se lo ricorda più? A dimostrazione di come l’Academy non sia sempre così lungimirante, anzi qusi mai. 1948, Atlanta, vale a dire profondissimo sud, feroce segregazione razziale, suprematismo bianco. Miss Daisy è un’anziana signora ebrea cui la figlia, per impedirle di guidare dopo un disastroso incidente, impone uno chauffeur nero, anche lui non giovanissimo. Inizialmente Daisy fatica ad accettarlo, ma poi sarà inaspettato sodalizio e perfino amicizia tra i due. Un inno antirazzista di quelli che all’Academy piacciono sempre. Jessica Tandy a 81 anni vince l’Oscar e Morgan Freeman (siamo nel 1989) esplode come superstar.
Alexander di Oliver Stone (2004), Iris, ore 21:13.
Mine vaganti di Ferzan Ozptek (2010), La7, ore 21:15.
The Bourne Ultimatum di Paul Greengrass (2007), canale 20, ore 21:15.
Un uomo per tutte le stagioni di Fred Zinnemann (1966), Tv 2000, ore 21:25.
L’accusa di Yan Attal (2021), Rai 5, ore 23:05.
I ragazzi stanno bene di Lisa Cholodenko (2010), La7, ore 23:20.
Nymphomaniac – volume 1 di Lars Von Trier (2013), Cielo, ore 23:35.
Tre americani a Parigi di Richard Quine (1954), Tv 2000, ore 23:40.
Musical di buoni sentimenti e assai Fifties firmato da Richard Quine (e non purtroppo da Minnelli, come un Americano a Parigi di cui s’è clonato in Italia il titolo: l’originale è So This is Paris). Tre marinai made in Usa sbarcano a Le Havre e subito se ne vanno a Parigi, ansiosi di divertirsi e conoscere belle ragazze. Finiranno con il mettere su uno spettacolo di balli e canti benefico per una signorina che si occupa di orfani. Edificante. L’unico musical nella carriera di Tony Curtis.
The Disaster Artist di James Franco (2017), Iris, ore 0:49.