Berlinale 2026. La mia classifica del concorso a metà festival (o poco più)

Siamo appena oltre il giro di boa di questa Berlinale 76. Conorso tra i più deludenti che io ricordi (vengo qui dall’edizione 2012). Capolavori non pervenuti, qualche buono e discreto titolo, parecchi al di sotto della linea di sufficienza. Bilancio e classifica di quanto della competizione si è visto finora alle proiezioni stampa.

1) Kurtuluş (Salvation) di Emin Alper. Voto tra il 7 e l’8
2) Yellow Letters (Gelbe Briefe) di Ilker Çatak. Voto tra il 7 e l’8
3) Meine Frau Weint (My Wife Cries) di Angela Schanelec. Voto 7 e mezzo
4) We Are All Strangers (Wo Men Bu Shi Mo Sheng Ren) di Anthony Chen. Voto 7+
5) Everybody Digs Bill Evans di Gran Gee. Voto tra il 6 e il 7
6)  Yön Lapsi (Nightborn) di Hanna Bergholm. Voto tra il 6 e il 7
7) Rose di Markus Schleinzer. Voto 6 e mezzo
8) Nina Roza di Geneviève Dulude-de Celles. Voto 6
9) At the Sea di  Kornél Mandruczó. Voto 5 e mezzo
10) Dao di Alain Gomis. Voto 5
11) Rosebush Pruning di Karim Aïnouz. Voto 5
12) A voix basse di Leyla Bouzid. Voto 5
13) Dust di Anke Blondé. Voto 4 

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