Tatami – Una donna in lotta per la libertà di Guy Nattiv, Zar Amir Ebrahimi (2023) – Rai 5, ore 21:23, lunedì 1 giugno 2026.
Presentato a Venezia Orizzonti 2023 con buonissimo riscontro di pubblico e stampa. Girato in Georgia, ma di produzione (anche) israeliana. Con la regia congiunta di un israeliano, Guy Nattiv, e di un’attrice-autrice iraniana da molti anni in esilio a Parigi, Zar Amir Ebrahimi.
Ce n’è abbastanza per fare di questo film qualcosa di non mainstream, di davvero speciale, assolutamente da vedere. Oltretutto oggi ancora più necessario, per quello che racconta e le questioni messe in campo, di quando è stato presentato al Lido. Domanda molesta, ma non eludibile: adesso, in questi giorni, in questo clima polarizzato che non ammette sfumature, chi mai oserebbe a un festival, a una rassegna cinematografica, a un qualsiasi altro evento presentare un film come Tatami? Che sarebbe immediatamente accusato, essendo in parte made in Israel e per il tema sensibile che tratta, come minimo di propaganda sionista e Iranofobia (scusate il neoologismo, ma cgiusto per capirci). Sicché occasione da prendere al volo quella di stasera su Rai 5.
La storia, filmata in un bianco e nero abbastanza raro per questo tipo di cinema che incrocia sguardo sull’attualità geopolitica e il genere sportivo, ruota intorno a Leila, iraniana tosta campionessa di judo. Ai mondiali in Georgia vuole arrivare lontano e difatti i primi incontri la vedono vincere nettamente. Ma quando, a metà torneo, le tocca battersi con la rappresentante di Israele arriva l’ultimatum dalla Repubblica islamica: incontro impossibile. Deve ritirarsi. O fingere un infortunio. Ma Leila non accetta il diktat, vuole battersi, arrivare all’oro. Da Teheran arrivano intanto minacce sempre più esplicite non solo nei suoi confronti ma anche della famiglia rimasta in Iran. E la pressione su Leila e Maryam si fa insostenibile. Che fare?
Tatami è condotto dalla coppia registica con la tensione di un classico spy thriller e con l’attenzione ai corpi in combattimento di tanto cinema sportivo, a partire da Toro scatenato di Scorsese (cui la scelta del bianco e nero e la tecnica delle riprese rimandano). Pur con qualche concessione ai codici del thriller politico di fuga dai regimi toalitari-oppressivi, da Noi vivi a Argo, Tatami resta visione indispensabile e avvincente.
La coregista e interprete (è l’allenatrice Maryam) Zar Amir Ebrahimi ha dovuto lasciare l’Iran nel 2008 per sfuggire a una condanna certa e da allora vive in Francia. Nel 2022 ha vinto a Cannes il premio come migliore attrice per la sua interpretazione del crime a sfondo politico Holy Spider.
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