The Conspirator, regia di Robert Redford (2010). Rai 5, ore 21:22, domenica 7 giugno 2026.

Apparso fugacemente nei nostro cinema nei primi anni Dieci e subito finito nel limbo dei dimenticati, The Conspirator è in my opionion da rivalutare e rivedere con attenzione, forse il migliore dei film del Ribert Redford regista, autore probo che mai antepone il proprio ego alla materia raccontata per porsi invece (cosa rara) al suo servizio. Materia che qui è il più famoso assassinio presidenziale, quasi un paradigma, della storia americana, quello di Abraham Lincoln il 15 aprile 1865. Immergendosi nel fiume carsico di violenza che percorre i cunicoli della politica Usa, The Conspirator del liberal di Hollywood Redford sceglie di abbordare il caso da un altro punto di vista, dai bordi, dai margini meno esplorati, quelli del milieu in cui maturò il delitto. E la storia è quella, angosciosissima, di Mary Surrat, proprietaria di una casa-locanda in cui si ritrovava il gruppo di cospiratori oltre che madre di un ragazzo coinvolto nel complotto.
Era anche lei parte della cospirazione? Benché le prove a suo carico fossero labili, Mary fu condannata alla pena capitale. Quello che noi vediamo è il tentativo di un avvocato giovane e onesto, reduce nordista della guerra civile e dunque non sospettabile di simpatie verso il sud sconfitto e il suo revanscismo, di salvare la donna. Dovrà scontrarsi con l’opacità di una giustizia che ha già deciso il suo verdetto anticipatamente, anche su pressioni politiche esterne molto potenti. The Conspirator è avvincente e appassionante più di quanto ci si possa aspettare, ed è un tentativo coraggioso davvero di esplorare certi angoli bui e certe faccende rimosse della politica americana anche più nobile e democratica. Per ottenere una condanna veloce ed esemplare degli attentatori anti-Lincoln non si esitò a conculcare i diritti umani e condurre processi discutibili. Questo è quanto il film ci mostra, ed è molto. Un film garantista e (anche) per questo assolutamente da vedere in questi tempi di giustizialismo spiccio e protervo. Con Robin Wright e James McAvoy quale avvocato idealista.