
I Tenenbaum di Wes Anderson (2001). La7 Cinema canale 29, ore 23:00, mercoledì 17 giugno 2026.
Adorato dai millennial – quasi un film generazionale – , dai nostalgici dei Settanta, dai fashionisti in genere. Atto se non di fondazione certo di consolidamente del mito di Wed Anderson quale costruttore di raffinatissimi mondi colorati
I Tenenbaum sono una strana famiglia molto newyorkese, molto yiddish-newyorkese, fondamentalmente malata di snobismo intellettuale e divorata dall’ansia di unicità, distinzione sociale, originalità esistenziale (più che del successo). Il padre, la madre e i tre figli, i due maschi e Margot, l’adottiva, tutti ragazzi dai talenti messi in atto molto precocemente, la vocazione letteraria, gli affari, il tennis. Ogni cosa sembra perfetta, poi il padre se ne va, i figli crescono e tutti si inabissano nella depressione, nell’infelicità, nella perdita dei loro poteri creativi. Il padre ritorna, li richiama nella casa di famiglia, è un tuffo nel passato e nell’inconscio familiare. Difficile rendere a parole il cinema di Wes Anderson, e soprattutto questo film che è certo il suo manifesto. Il mondo di Anderson è fortemente connotato e riconoscibile, famiglie sfasciate eppure ancora capaci di attrazione , con complicate storie genitori-figli e tra fratelli, poco dramma e piuttosto andamento da commedia un po’ triste un po’ cinica. Soprattutto un segno visivo fortissimo, condizionante in profondità la stessa materia narrativa. Qui Anderson dipinge tutta la sua nostalgia degli anni Settanta, notoriamente la decade che meglio viene al cinema, con una tavolozza ultrapop, colori strapieni, make-up e look e interior decoration di affettuoso kitsch e suprema eleganza. Attori meravigliosi, molti dei quali habitué e sodali di Anderson nelle sue avventure. Anjelica Huston, Gene Hackman, Ben Stiller, Gwyneth Paltrow, Luke Wilson. E poi gli incantevoli Owen Wilson e Bill Murray, il miglior comedian del cinema americano, lunare e garbato come un Buster Keaton ripiombato tra noi. (Però, Qanto bei film ha interpretato Gene Hackman: impressionante.)
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