Lo squalo di Steven Spielberg, 1975. Rete 4, ore 21:33, martedì 30 giugno 2026.

In una tranquilla e popolare città balneare si profila la minaccia di un gigantesco squalo. Ma il sindaco nicchia, teme dando l’allarme di rovinare la stagione turistica. Saranno guai molto, molto grossi. Il monster movie che trasformò nel 1975 Steven Spielberg da autore di nicchia, pur se assai rispettato (Duel, Sugarland Express), nel più grande moneymaker della storia del cinema. Un film-svolta che segna il tramonto della New Hollywood impegnata degli anni Settanta e il ritorno allo spettacolo-spettacolo e al cinema-cinema. Un monumento della pop culture e della post-modernità. Squalo come metafora di una moltitudine di minacce reali. Anche, materializzazione di ogni fantasma inconscio. Con Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss. Matrice di infiniti monster- e disaster-movie successivi. Con dentro quella vena cospirazionista (non ce lo dicono!, e in questo caso è il sindaco maneggione a nascondere l’esistenza del supersqualo) assai spielberghiana, difatti eccola rispuntare pure nel recente Disclosure Day.
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