Il film da non perdere stasera in tv è FUGA DA MOGADISCIO di Seung-wan Ryu/ dom. 5/7/26

Fuga da Mogadiscio di Seung-wan Ryu, 2021. Rai5, ore 21:22, domenica 5 luglio 2026.


Mi incuriosisce parecchio, dando una prima occhiata alla lunga lista dei film di questa serata tv direi il più interessante. Certo, ci sono titoli famosi e di valore sicuro come The Truman Show o Casa Howard, ma per l’appunto è tutta roba che abbiamo ampiamene visto e rivisto. Mentre questa notevole produzione coreana del 2021 credo non sia mai passata nelle nostre sale (se mi sbaglio correggetemi please; e però, anche fosse passata, chi mai l’ha vista?) e in Italia sia apparsa solo al Far East Festival di Udine del 2022. Da non perdere stasera per quanto racconta, per lo sfondo storico ambientale non dei più battuti dalle varie narrazioni, per come si muove agile tra i generi (cinema politico, bellico, action) e, ragione prima e più importante, perché un film sudcoreano merita sempre la nostra attenzione a prescindere, che sia da festival (Parasite ecc.) o di puro intrattenimento popolare, di cui i sudcoreani sono ormai maestri assoluti. Sicché stasera sì a questo Fuga da Mogadiscio (magari facendo zapping con i Mondiali).
Siamo nella capitale della Somalia, nel gennaio del 1991. Il lungo regime socialista-autoritario di Siad Barre è prossimo al collasso – anche se ancora padrone delle leve del potere – sotto gli attacchi del generale Aidid, il capo dei ribelli destinato a vincere di lì a poco. E a precipitare la Somalia – con l’attiva collaborazione di altri signori della guerra di quel disgraziatissimo paese – nel sangue e in un caos di cui ancora oggi si avvertono le conseguenze. Tutto sembra crollare, in quell’inizio di 1991, ma ancora le ambasciate acerrime nemiche di Sud Corea e Nord Corea a Mogadiscio cercano di conquistarsi i favori  del politicamente agonizzante Siad Barre perché con il suo voto appoggi l’ingresso dell’una o dell’altra Corea alle Nazioni Unite. Ma là fuori i ribelli conquistano spazi su spazi e attaccano i palazzi del potere, comprese le ambasciate dei molti paesi che secondo loro hanno supportato il regime dell’odiato Siad Barre. Tra cui anche quelle delle due Coree. Diplomatici e staff dell’una e dell’altra cercheranno di accantonare la loro rivalità per fare pragmaticamente fronte comune, unire le forze e scampare insieme all’inferno di Mogadiscio. Obiettivo, raggiungere l’aeroporto dove un aereo italiano li poterà tutti in salvo. E incomincia un war movie, ma anche survival movie, scatenatissimo – e si pensa ovviamente subito a Black Hawk Down di Ridley Scott -, in puro Korean Style, per le strade della città tra imboscate, scontri diretti, rischi di ogni tipo. Tutto girato in Marocco (come  il BHD di Scott). Pur uscito nei tempi calamitosi del Covid, Fuga da Mogadiscio è stato un ottimo successo in patria, per la sua forza spettacolare, ma anche per come ha riproposto all’opinione pubblica uno dei rari episodi di collaborazione, seppure forzata, tra le due Coree.

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