Marie Antoinette di Sofia Coppola, 2006. La7 Cinema, ore 23:35, martedì 7 luglio 2026.

Ricordo che le aspettative erano altissime per questo Marie Antoinette. La regista, Sofia Coppola, in quel 2006 arrivava dall’enorme e insperato successo globale di Lost in translation. Ma a Cannes, dove fu presentato in prima mondiale, benché dato per favoritissimo alla Palma d’oro Marie Antoinette non piacque a nessuno o quasi, e anche in sala si sarebbe poi rivelato un flop. Flop costoso, giacché la signora Coppola aveva potuto disporre stavolta di un alto budget e addirittura le era stato consentito, raro privilegio, di girare a Versailles. L’approccio al personaggio di Maria Antonietta, moglie sfortunata di Luigi XVI, finita malissimo con la testa tagliata da madame Guillottine, è abbastanza fuori canone. Poco a che vedere con i drammi storici che l’avevano già vista protagonista al cinema: stavolta di Maria Antonietta si raccontano gli anni giovani, quando lei arriva adolescente da Vienna alla corte francese promessa sposa al futuro re e ragazzetta non ancora adusa alle responsabilità di alto rango. Si sposa, ma il matrimonio non viene consumato. M.A. deve vedersela con una corte maldisposta verso una straniera, e si lancia in una vita di eccessi compensatori, in una fuga estetizzante dalla realtà. Sfarzo, capricci, deliri, decori, consumi iperbolici. Marie Antoinette è una signorina-signora che, in attesa che il suo re-consorte le assegni un ruolo, si sfrena in toilette e make up e feste scenografiche. Coppola la fashionista ha un approccio al solito visuale, e imbastisce la sua narrazione attraverso i segni e il glamour della messinscena. Il personaggio della futura regina è depsicologizzato, visto attraverso la sua esteriorità, cosa che produce un film curioso, di sicuro fuori rango, forse superficiale, magari fastidioso, però interessante parecchio. Fu per questa sua diversità che probabilmente non piacque. Però a distanza di qualche anno lo si può guardare con più indulgenza e rivalutare. Kirsten Dunst nella sua migliore interpretazione prima di Melancholia.
CERCA UN FILM
ISCRIVITI AI POST VIA MAIL
-
-
ARTICOLI RECENTI
- Al cinema. FATHERLAND di Pawel Pawlikowski: recensione. Thomas Mann e la Germania anno zero
- Cinema stasera in tv: SPARTACUS di Stanley Kubrick – giovedì 24 settembre 2026
- Venezia 2026. LOOK BACK di Hirokazu Kore-eda: recensione
- Venezia 2026. LA MIA CLASSIFICA FINALE del concorso
- Venezia 2026. WOMAN UNKNOWN di May el-Toukhy – recensione
Iscriviti al blog tramite email