Film stasera tardi in tv: ADAGIO di Stefano Sollima – sab. 8/8/26

Adagio di Stefano Sollima, 2023. ♦️♦️♦️♦️
Rai 4, ore 0:26, notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto. Si spera da domani su RaiPlay.
Ci sono film malcompresi e male amati al loro apparire che poi crescono con il tempo e si prendono, nella memoria di chi li ha visti, la loro rivincita. Come questo Adagio di Stefano Sollima, in my opinion uno dei migliori film italiani degli ultimi deici anni. Ricordo che quando venne presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2023 gli sbuffi di noia, gli uffa e chheppale e gli appisolamenti (frequenti peraltro ai festival causa orari folli e la quantità di film ingurgitati da mattina a notte) superarono di molto la dose solita e consentita. Quanto a me, restai perplesso per l’anoressia della trama, la latitanza dei climax, la (voluta? oggi penso di sì) piattezza e ripetitività del racconto, l’assenza del ritmo e della velocità cui ci aveva abituati fino a quel momento il suo autore. Ma era impossiubile non apprezzare già allora la qualità superiore della messinscena, la conferma dello sguardo cinematograficamente potente di Stefano Sollima in grado di elevare ogni inquadratura a esperienza estetica (e pure estatica) e sensoriale. Un film quasi astratto, in cui la tendenza all’espressionismo, al turgore barocco non viene negata, se mai trasfigurata in una galleria di tableaux vivants da via crucis. O da discesa all’inferno, girone dopo girone. O da rito di espiazione-redenzione. da un oeccato originale. Siamo, come nel precedente Suburra, negli intestizi del milieu criminale romano, tra i i residuati ancora assai tossici della famigerata Banda della Magliana.
Mentre la città è in preda a blackout, e sullo sfondo baluginii di incendi e nubi di fumo, un ragazzo si ritrova invischiato in un gioco mortale troppo grande per lui. Ingaggiato da un losco figuro perchépartecipi a uno sfrenato party gay con molte droghe e sesso (diciamo chemsex) perhé film di nascosto un uomo politico a fini di ricatto, si rende conto di essere stato a sua volta ripreso da una camera. E scappa temendo di poter essere riconosciuto. Ma è un testimone che sa troppo e, ancor peggio, un uomo che non ha portato a termine la sua missione e dunque, come insegnano il genere crime e la cronaca nera, va punito. Il tizio che lo ha reclutato, un poliziotto marcio  Adriano Giannini, mai così bravo e minaccioso) gli dà la caccia. E Manuel, questo il nome del ragazzo, cerca protezione come e dove può. Grazie al padre entra in una rete di ex della Banda ella Magliana ormai in disarmo, usurati ma non domi, pronti ad aiutarlo contro lo sbirro corrotto. Sollima, maestro delnostro action, qui prosciuga, essenzualizza il suo approccio muscolare e ipercineticopassando a una messinscena zen di contemplazione distaccata e di ascetica lentezza (e viene in mente il Frank Costello di Melville): ricordando in certi momenti un autore per altri versi da lui agli antioodi come Jim Jarmusch. I criminali auto-pensionati che Manuel incontra strada facendo sono guerrieri in disarmo, eroi stanchi ma pronti a ridiscendere in campo per difendere un innocente, come certi samurai di Kurosawa pronti a rirendere le armi e i loro riti di sague, eroismo, onore. Un film spettrale che procede nell’apparente inerzia, come posseduto da un’anti-energia, per poi accendersi di colpo nell’ordalia finale, nello scontro tra Bene e Male. Attori smagriti, denutriti, irriconoscibili, fisicamente ridisegnati da Sollima e tutti di sovrumana bravura: Toni Servillo, Pier Francesco Favino (in una delle sue prodigiose mutazioni fisiognomiche che neanche De Niro ai suoi bei giorni), Valerio Mastandrea.
Legenda:
♦️♦️♦️♦️♦️ eccezionale
♦️♦️♦️♦️     ottimo
♦️♦️♦️         buono
♦️♦️             mah
♦️                 fate voi

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