The Ambush (Al Kameen الكمين ) di Pierre Morel, 2021.
Rai 4, ore 21:20, venerdì 21 agosto 2026.


Film totalmente sconosciuto. Non ricordo sia mai apparso nelle sale italiane. Di quei prodotti che finiscono direttamante su qualche rete o piattaforma. Un B-movie del genere bellico, anziZ-movie, stando alle feroci stroncature dei pochissimi che l’hanno visto. Allora perché parlarne? E perché segnalarne la messa in onda?
Già, perché? Mi ostino a pensare ingenuamente che il cinema non sia solo intrattenimento, forma artistica, espressione culturale, spettacolo, narrazione ecc., ma sia anche una finestra spalancata sulla Storia e sul mondo. Uno strumentio per conoscere e interpretare il reale altro-da-noi. Soprattutto oggi che possiamo avere talvolta l’accesso – sugli schermi di casa o ai festival, per caso o per scelta – a titoli che vengono non da paesi lontani (nessun punto al mondo lo è più; e poi lontano da dove? lontano da chi?), ma da paesi perlopiù esclusi dal circuito dell’informazione e della rappresentazione globali. Paesi su cui gravano la nostra ignoranza e pigrizia, i nostri pregiudizi, i cattivi racconti e resoconti. Ecco, capita che il cinema su questi luoghi opachi e oscuri, su questi lembi di mondo dimenticati o equivocati ci racconti qualcosa e ce li renda visibili. The Ambush, L’imboscata, stasera su Rai 4, il canale macho-muscolare Rai degli action e dei crime, è uno di questi film. Interessante anche per come rivela catene e sistemi di finanziamento, logiche di marketing e di promozione inusuali. È una produzione degli Emirati Arabi Uniti – Dubai, Abu Dhabi e altri luoghi sovrani sul Golfo – e già questo è un motivo per dargli un’occhiata (la regia però è del Pierre Morel già alla mdp per il revenge Taken – Io vi troverò con Liam Neeson). Nel suo schema narrativo trattasi di un war movie assai classico, ambientato però in un teatro di guerra ignoto ai più. Dicono le note di presentazione che rimbalzano, pigramente copincollate, da un sito all’altro: alcuni soldati degli Emirati Arabi restano intrappolati in un canyon e cadono vittime di un’imboscata tesa da forze ribelli. Una squadra verrà inviata in loro soccorso: sarà una missione ai limiti dell’impossibile.
Già, però uno si chiede: quale guerra stanno mai conducendo gli Emirati Arabi Uniti? E contro chi? E chi sono i ribelli? Niente, nessuno dei suddetti siti che si sia dato la pena di informarsi, capirci qualcosa, accendere una luce, spiegare. Solo girovagando tra siti stranieri ho avuto la conferma di quanto sospettavo: che i ribelli di cui The Ambush parla sono gli Houti, la milizia sciita che ha il suo santuario nelle montagne tra Arabia Saudita e Yemen e forza militare appoggiata dall’Iran, anzi oggi proxy dello stesso Iran nei conflitti dell’intricato scacchiere tra Golfo e Mar Rosso. E la guerra di cui il film ci mostra un episodio è incominciata nel 2015 e non si capisce bene se oggi si sia conclusa o meno. Succede che nei primi anni Dieci gli Houti, minoranza sciita, conquistino la capitale yemenita Sanaa e mandino via il legittimo presidente riconosciuto internazionalmente. A quel punto l’Arabia Saudita (sunnita) interviene in favore del deposto capo di stato dando il via all’operazione militare Decisive Storm cui aderiscono anche gli Enirati Arabi Uniti (UAE). Una guerra silenziosa (almeno per noi) che è continuata per anni causando decine di migliaia di vittime. E che ha anche visto conlitti interni alla stessa coalizione Saudi Arabia-UAE. Naturalmente The Ambush è stato promosso e finanziato dalle casse emiratine per glorificare le proprie forze armate e le loro gesta e consolidare il consenso popolar-nazionale intorno all’intervento anti-Houthi. Obiettivo raggiunto perché al suo rilascio in sala è risultato il film emiratino più visto di sempre. Anche se non sono mancate le critiche: da parte ovviamente dei canali legati agli Houthi, ma anche di voci interne agli Emirati che non hanno apprezzato l’operazione scopertamente propagandistica. Buona visione ai curiosi che gli daranno un’occhiata.
(Credo che questo mio post otterrà il minimo storico di visualizzazioni sul mio blog e sul mio profilo FB, ma non fa niente; in fondo l’ho scritto per me).
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