Film stasera in tv: TITANIC di James Cameron (parte prima) – lun. 7 gennaio 2019, tv in chiaro

Titanic di James Cameron, Canale 5: lunedì 7 gennaio 2019 alle ore 21,20 la prima parte, martedì 8 gennaio, sempre alle 21,20, la seconda.
La corazzata che ha sfondato ala sua uscita tutti i record di incasso tranne quello, inarrivabile, di Via col vento. Cinema ultrapop(olare) e insieme sofisticato nella costruzione narrativa, tenendo insieme la storia d’amore tra Jack e Rose, le differenze e gli striscianti conflitti di classe, l’incredibile avventura della collisione con l’iceberg, l’affondamento nelle acque gelide, l’epopea del salvataggio, la tragedia delle centinaia di vittime, l’inabissamento della nave che si fa sconfitta della scienza e di ogni illusione di progresso. James Cameron, come nel successivo Avatar (ma qui meglio, e al suo meglio), riesce a concentrare nella stessa narrazione i palpiti e i tormenti di una passione contrastata e l’affresco fuori misura di un pezzo di storia. Come poche volte si è visto al cinema, l’epica della grande prospettiva, del grande racconto si interseca con l’osservazione ravvicinata, quasi fenomenologica e entomologica di singole vite. L’infinito e il dettaglio. Non per niente le due scene memorabili che riassumono e racchiudono il film, e che si sono cristallizzate nella mente di chiunque l’abbia visto come la sua perfetta rappresentazione, sono Leo (Di Caprio) che stringe Kate (Winslet) sulla prua faccia al vento mentre Céline Dion canta la più bella brutta benché irresistibile canzone della storia del cinema, e l’incredibile sequenza dei corpi che cadono dall’alto della nave morente nelle acque letali del profondo Nord. Pietra miliare, come no.

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Film-cult stasera in tv: ZOOLANDER (dom. 6 gennaio 2019, tv in chiaro)

Zoolander, Tv8, ore 23,45. Domenica 6 gennaio 2019.
2107_gal11819_galAnche se del 2001, il film definitivo, ultimativo sulla società fashionista, schiava del glamour obbligatorio e dell’epidemia narcisista. Surreale e svaccato la sua parte, ma con con un impianto da sophisticated comedy. Ben Stiller è Zoolander, top model incontrastato, finché non compare all’orizzonte un nuovo rivale, il biondo Hansel (Owen Wilson, meraviglioso nella sua ocaggine). Intanto dietro le quinte un demoniaco stilista che sembra clonato da Karl Lagerfeld ordisce trame e progetta di usare l’ingenuo, anzi stupido Zoolander come inconsapevole killer in un attentato contro un leader africano. Il tutto frullato in una demenzialità sgargiante che parodizza il mondo della moda come mai s’era visto. Molto divertente, molto intelligente e witty. Attenzione, comoarsate eccellentissime: david Bowie, Lenny Kravitz, natalie Portman e, ebbene sì, Donald Trump.

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Un film raro stasera in tv: 1941. ALLARME A HOLLYWOOD di Steven Spielberg (dom. 6 gennaio 2019, tv in chiaro)

1941. Allarme a Hollywood di Steven Spielberg, Rai 3, ore 0,40. Domenica 6 gennaio 2019.
Steven Spielberg meets John Belushi. Imprevedibile incontro, vista la differenza – almeno allora – di stile e sensibilità tra i due. Difatti il film (del 1979) fu un flop, il primo del regista di Duel e Lo squalo, che fino a quel momento aveva inanellato un successo dopo l’altro. E però ci fece capire come Spielberg non fosse solo il cineasta nuovo che rifondava Holywood tornando alla sue età classica, alle sue megaproduzione, ai blockbuster, al family movie, ma anche un esploratore di sentieri più laterali e perigliosi. Farsa e grand grotesque ai tempi dell’attacco giapponese a Pearl Harbour, in una California che perde la testa temendo lo sbarco jap anche sulle sue coste. Mentre un sottomarino giallo – inteso come made in Japan – cerca di colpire Hollywood quale emblema della civiltà americana. La comicità rozza e surreale e assai fisica di Belushi. affiancato dal fedel Dan Aykroyd, fatica a ingranare con la grandeur compostamente classica di Spielberg. Ma 1941 resta un curioso esperimento e come tale va visto e riconsiderato. Raro, dunque fa benissimo Fuori Orario a ripescarlo stanotte. Sceneggiatura co-scritta da Robert Zemeckis (e il suo penchant per il bizzarro è evidente nel film). Qualche analogia – la storia del sottomarino – con l’Ave, Cesare dei Coen. Sarà un caso?

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Film stasera in tv: CENERENTOLA di Kenneth Branagh (dom. 6 gennaio 2019, tv in chiaro)

Cenerentola, regia di Kenneth Branagh, Rai 2, ore 21,05. Domenica 6 gennaio 2019.

Cenerentola, un film di Kenneth Branagh. Con Lily James, Cate Blanchett, Richard Madden, Derek Jacobi, Stellan Skarsgård, Helena Bonham Carter. CINDERELLAVersione live action di casa Disney di un delle favole classiche dell’Occidente. Con molta fedeltà alla versione dei Grimm Brothers e solo piccoli scostamenti. Il meglio viene dal décor firmato Dante Ferretti, che guarda parecchio ai deliri di Ludwig di Baviera e a tutta l’imagerie ottocentesco-romantica. Kenneth Branagh se la cava meglio nelle scene di massa e d’azione che in quelle sentimentali. Spettacolo impeccabile, ma di massima convenzionalità. Se solo si fosse osato di più. Voto 6 e mezzoCINDERELLARai 1 e casa Disney, un’alleanza di ferro che si rinnova ogni Natale e inizio di nuovo anno. Stavolta tocca alla spettacolare Cenerentola live action e in ambienti-costumi puro Otticento girata qualche anno fa da Kenneth Branagh, e accolta alla sua prima mondiale alla Berlinale 2015 da un boato di entusiasmo. Lo adorarono le ragazze di Berlino, lo avrebbero poi adorrato tutte le ragazze del mondo. Quelle con solo qualche anno in più rispetto alle teenager che han trasformato Frozen nel culto e nel fenomeno pazzesco che sappiamo. Versione fedele alla fiaba classica versione Grimm Brothers, con solo qualche minimo scostamento, come il maggior spazio dato alla matrigna (che è Cate Blanchett, nella versione crudele e streghesca della sua Elizabeth), o la scena in cui la scarpina di cristallo rimasta a Cenerentola dopo la fuga dal palazzo vien distrutta dalla sadica seconda moglie di papà. Cosucce, in fondo. Interventi decisi e strutturali sulla narrazione consolidata, qualcosa che la sposti fuori e oltre i confini conosciuti, non c’è, del resto mica ci possiamo aspettare revisioni e riletture da casa Disney, custode di ogni possibile ortodossia del divertimento di massa. Continua a leggere

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Un film-capolavoro stasera in tv: IL DOTTOR ZIVAGO (dom. 6 gennaio 2019, tv in chiaro)

Il dottor Zivago di David Lean, Iris, ore 21,00. Domenica 6 gennaio 2019.
docteur Jivago19821149.jpg-r_1920_1080-f_jpg-q_x-xxyxxAh sì, capolavoro. Lasciate perdere i critici bon ton che scrissero e continuano a scrivere di questo film con supponenza e acredine. Il dottor Zivago fu subito adottato allora (anno 1965!) dal pubblico di tutto il mondo che lo divorò, e adorò, a dispetto di ogni recensione superciliosa, e aveva ragione il pubblico. Questo, signori, è puro cinema-spettacolo. Uno dei più grandi successi popolari di sempre, e non si sta mica esagerando. L’ho amato alla follia, e continuo ad amarlo, anche nel suo formidabile kitsch, nel suo spudorato estremismo sentimentale, nel suo uso smodato e anche pompier di una musica ruffiana e irresistibile. Però, che scene di massa, e che senso della Storia (ebbene sì, con la maiuscola). David Lean, in quel momento proveniente dalla trionfale riuscita di Lawrence d’Arabia, accetta la proposta di Carlo Ponti di girare un film tratto dal bestseller del semi-dissidente russo Boris Pasternak (il manoscritto, giova ricordarlo, era stato clandestinamente portato fuori dall’Urss e pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli). In realtà, Ponti pensava a un vehicle per Sofia Loren, ma poi le cose presero (fortunatamente) un’altra piega, e come protagonista venne scelta quell’incanto di donna e attrice che era, ed è, Julie Christie (occhio, la potrete rivedere dal 20 dicembre prossimo al cinema nell’ultimo film di Robert Redford, bruttarello a dir la verità, La regola del silenzio/The Company You Keep). Film epico come pochi, di un regista naturalmente epico come Lean, uno che ha sempre pensato e girato in grande, uno per cui anche un dettaglio, un minimo fatto privato, diventava storia, magniloquenza, affresco, grande narrazione, un talento che pochi oltre a lui hanno avuto, penso a Eizenstein, John Ford, Sergio Leone. A ipnotizzare qui è la capacità di intrecciare le altalenanti vicende private dei due amanti protagonisti Yuri Zivago e Lara, agli avvenimenti che cambiarono la Russia e il mondo, quelli che vanno dalla rivolta antizarista e successiva repressione del 1905 alla grande guerra mondiale alla rivoluzione bolscevica del 1917, e continuando con la guerra civile tra rossi e bianchi, la guerra interna tra fazioni comuniste con sconfitta del trotzkismo, le purghe staliniane su scala di massa. Da togliere il fiato. Intanto Yuri e Lara si conoscono, si sposano con altri, si ritrovano, si amano, si riperdono, forse si ritrovano nell’ultima, memorabile sequenza. Immenso. Di una potenza e grandeur ancora in grado di impressionare lo smaliziato spettatore di oggi. Tre ore di cinema come non se ne fanno più, senza effetti speciali ma potenziando al massimo ogni elemento narrativo e scenografico. Continua a leggere

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