Un film di Brian De Palma stasera in tv: *Mission to Mars* (sab. 20 ott. 2018, tv in chiaro)

Mission to Mars di Brian De Palma, Italia 1, ore 23,04. Sabato 20 ottobre 2018.
mission_to_mars_3Fantascientifico-avventuroso girato con molti mezzi da Brian De Palma nel 2000 dopo il megasuccesso di Mission: Impossible, ma che non piacque al pubblico. Epure lo spettacolo è assicurato. Una missione sul pianeta Marte deve fronteggiare un mistero, materializzato in una statua che forse è la traccia di un’altra (pericolosa) civiltà. Il cosmo quale produttore di enigmi e domande esistenziali, come già in Odissea nello spazio e in Solaris di Tarkovsky. Con anche qualcosa di Zardoz di John Boorman. Film oscuro e potente, tutt’altro che trascurabile. Brian De Palma è un genio della macchina da presa e del manierismo cinematografico, merita sempre e comunque di essere visto. Con Gary Sinise e Tim Robbins. (Stephanie Zachareck, uno dei nomi più accreditati della critica americana, ha scritto, nella sua recensione di Gravity sul Village Voice, che Mission to Mars è un grande film sottovalutato.)

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Film stasera in tv: *Bianca* di Nanni Moretti (sab. 20 ott. 2018, tv in chiaro)

Bianca di Nanni Moretti, la7d, ore 23,45. Sabato 20 ottobre 2018.
Non amo molto Nanni Moretti, devo dire però che questo film dell’83 è tra i suoi più sopportabili. C’è Laura Morante, meravigliosa. C’è la mitologica scena di Nanni con la Nutella gigante. Può bastare.

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Il film imperdibile stasera in tv: *Brutti, sporchi e cattivi* di Ettore Scola (sab. 20 ott. 2018, tv in chiaro)

Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola, la7d, ore 21,30. Sabato 20 ottobre 2018.
Schermata 2017-09-30 alle 14.08.41affreux-sales-et-maacchan-ii01-gDa vedere e rivedere, con la sua galleria di freaks de borgata, come sano antidoto alla prevalenza ai nostri giorni del carino e del piacionismo. Secondo molti, il capolavoro di Ettore Scola (intervistato anni fa dal Corriere della sera, Fabrice Luchini, oggi uno degli attori francesi al vertice, risponde al giornalista che gli chiede quale sia il suo film preferito di sempre: «Sorpresa: arriva da casa vostra. Da spettatore, per me il capolavoro assoluto è un vecchio film di Scola: Brutti, sporchi e cattivi»). La commedia all’italiana giunta alla sua fase estrema (1976) che implode ed esplode in commedia nera, puro orrore, senza più piacionerie e ammicchi facili alla platea. In una baraccopoli romana, quando le favelas esistevano anche nelle nostre città, una famiglia-tribù governata con brutalità dal patriarca Nino Manfredi è percorsa da lotte intestine. Soldi, tradimenti, vendette, un tentato omicidio col topicida nella pasta. Continua a leggere

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Un film-cult stasera in tv: I FIGLI DEGLI UOMINI di Alfonso Cuarón (venerdì 19 ottobre 2018, tv in chiaro)

I figli degli uomini di Alfonso Cuarón, 20, ore 0,00. Venerdì 19 ottobre 2018.
Rivedere Cuaròn, recuperare dopo il trionfo a Venezia 2018 con ROMA i suoi film del passato da noi spesso liquidati con sufficienza. Come questo I fgli degli uomini, caso clamoroso, ed esemplarissimo, dello strabismo critico che contrappone l’Italia all’America. Se per gli anglofoni è un classico della nuova fantascienza distopica, e tra i film migliori degli anni Duemila, in Italia non è stato neanche attenzionati dai signori della vecchia critica, nonostante fosse passato a un lontano VeneziaFF. Un ambizioso sci-fi con idee del 2006 girato in Gran Bretagna da Cuaron e tratto da un libro non-thriller della gran giallista P.D. James. Si immagina il solito mondo futuro ma non troppo in cui non nascono più bambini da anni. In un’umanità avviata all’estinzione si scatenano guerriglie tra auctoni e immigrati, e lotte intestine all’ultimissimo sangue. Ci sarà un eroe che si metterà dalla parte giusta rischiando la propria vita (Clive Owen). Uno dei pochi sci-fi del nuovo millennio che abbiano un senso vero e siano riusciti a colpire pancia e cervello degli spettatori. Profetico. La sua metropoli devastata e senza vita assomiglia sinistramente al nostro mondo di qui.

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Il film imperdibile stasera in tv: SICARIO di Denis Villeneuve (venerdì 19 ottobre 2019, tv in chiaro)

Sicario di Denis Villeneuve, Rai 4, ore 21,05. Venerdì 19 ottobre 2018.SicarioSicario di Denis Villeneuve. Scenegiatura di Taylor Sheridan. Con Emily Blunt, Benicio Del Toro, Josh Brolin.Il film-matrice di Soldado, The Day of Sicario adesso in sala. Un crime-action con però impressa l’impronta autoriale del suo regista Denis Villeneuve. Una missione americana contro i cartelli messicani del narcotraffico si rivela una faccenda sporchissima dove il bene non sta da nessuna parte e il male dappertutto. Con un massacro finale da teatro elisabettiano. Voto 7 e mezzoSe vi interessa risalire all’origine di Soldado adesso in sala, al film fondativo di quello che ormai si anuncia come un franchise (e di una possibile, anzi probabile serie televisiva), non perdetevelo stasera su Rai 4. Presentato in concorso a Cannes 2015 tra molte diffidenze – la sua appartenenza al genere crime & noir non era certo il miglior lasciapassare presso la critica più istituzionale – Sicario se l’è cavata invece molto dignitosamente là sulla Croisette uscendo salvo dalle proiezioni stampa (e pure con qualche robusto applauso). A dirigerlo uno di rispetto come il québecois Denis Villenueve, già regista del capolavoro Incendies – La donna che canta e del tortuoso e malato Prisoners, e qui prestato – non è la prima volta –  al cinema Usa. Luridissima storia, sporca e cattiva, et pour cause, essendoci di mezzo la guerra statunitense, con pericolose e ambigue alleanze però nel Latinoamerica, ai cartelli messicani, clan ormai paramilitari e padroni di intere regioni, e tra le realtà più feroci sulla faccia della terra. Sicario è un crime-action che si incrocia con la spy story e il genere bellico, tant’è che nelle prime sequenze di invasione militare dei territori messicani sotto controllo dei narcos sembra di vedere il cinema sulla guerra allo jihadismo e sui conflitti irakeno e afghano. Juarez, cittadella dei signori della coca, come la Baghdad di The Hurt Locker, la Falluja di American Sniper o, per tornare più indietro, la Mogadiscio di Black Hawk Down. Denis Villeneuve tira fuori tutto il suo senso per il male e per il massacro, per la strutturale, genetica violenza umana, in una messinscena che trasforma una storia di genere in discesa all’inferno. Con parecchi twist, e, molto à la Villeneuve, con l’abbattimento di ogni barriera tra buoni e malvagi, essendo tutti malvagi, a parte l’angelica agente Fbi Emly Blunt cui tocca, come dire, rappresentare il raggio di luce nelle tenebre. Qualcuno a Cannes ha comunque mugugnato lamentandosi che un film così non è da festival, non è da concorso. Non sono d’accordo. Villenueve imprime il suo segno su ogni scena, e autorialmente fa proprio il film, pur rispettando le convenzioni del noir fino in fondo. Con ricorso oltre la media e la norma al campo lungo, a confondere i protagonisti con il paesaggio e la folla, minimizzandone quando non necessario gli atti e le parole. Perché tutti, protagonisti e comprimari e anonimi, sono ugualmente partecipi, vittime o carnefici, del grande massacro, tutti sono dei vivi già all’inferno. Continua a leggere

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