Film stasera in tv: ‘Blackhat’ di Michael Mann (dom. 18 novembre 2018, tv in chiaro)

Blackhat di Michael Mann, Iris, ore 23,03. Domenica 18 novembre 2018.
Recensione scritta all’uscita del film.
Untitled Michael Mann ProjectBlackhat, un film di Michael Mann. Sceneggiatura di Michael Mann e Morgan Davis Foehl. Con Chris Hemsworth, Viola Davis, John Ortiz, William Mapother, Leehom Wang, Wei Tang.
Untitled Michael Mann ProjectIn America il pubblico l’ha disertato, i critici istituzionali l’hanno distrutto. Ma il nuovo film di Michael Mann è diventato oggetto di devozione di una frangia cinéphile, un culto subito rimbalzato anche da noi. Blackhat è un cyber-action goffo e improbabile che Mann sa riscattare e sublimare in una fantasmagoria di immagini e visioni. Voto 7 e mezzo
??????????????????????????????????????????????????????????Il flop dell’anno. Il film di culto dell’anno. Scegliete voi da che parte stare. Io sto dalla seconda, prendendo atto della prima, ovverossia che il film dell’illustre Michael Mann – il suo primo dai tempi del poco riuscito (per colpa di Johnny Depp soprattutto) Public Enemies e dunque sono anni e anni – ha incassato sul mercato nord americano la miseria di 7.889.395 dollari a fronte delle decine e decine di milionate spese. Rifiutato, incomprensibilmente, dal pubblico e se è per questo pure dalla maggioranza dei critici con un rovinoso 34% su Rotten Tomatoes. Naturalmente di rimbalzo e reazione e ripicca, come spesso capita con i film disastrosi al box office, s’è generata subito la devozione più o meno elitaria e cinefila, quella specie di sindrome di protezione cuccioli abbandonati che stavolta ha colto frange consistenti della web-critica, soprattutto nella sua incarnazione nerd. Così, subito dopo le anteprime stampa italiane, sui social è stato tutto un cinguettare al capolavoro maudit e malcompreso, un prosternarsi estatici davanti a Michael Mann ancora una volta esploratore, lui che è stato tra i primi a intuire le potenzialità del digitale, di nuove frontiere techno-espressive. Naturalmente, come spesso dalle nostre parti, trattasi di fenomeno di riporto e scopiazzatura. Il culto per Blackhat è nato sulle webzine Usa e adesso viene adottato e imitato da noi nella periferia dell’impero, anche se gli adepti si ritengono appartenenti alla jeune critique più oltranzista e anticonformista e meno allineata, mentre i nostri recensori più istituzionali di sicuro deploreranno e bocceranno (le stroncature son state anticipate al press screening a Milano da sghignazzi e pernacchi in sala). Al netto di questi opposti estremismi di adorazione e cipiglioso rigetto, com’è Blackhat? Un oggetto anfibio e doppio, composto di due film opposti, sovrapposti e spesso confusi e inestricabili, uno mediocre, uno sublime. Il guaio, il lato no della faccenda, è la storiaccia che Mann, su sceneggiatura non ineccepibile scritta con Morgan Davis Foehl, pretende di propinarci, un avanzo cattivo e andato male degli action around-the-world con caccia a una centrale di cattivissimi installatasi da una qualche parte del globo, insomma Bourne come matrice, a seguire il James Bond 2.0 di Daniel Craig e i più recenti Mission: Impossible. Sapete, quelle folli corse e inseguimenti tra location una più bella e anche esotica dell’altra, da Mosca a Singapore, da Marrakech a Barcellona a Istanbul con gran scialo di vedute panoramiche, per disinnescare un pericolo che tutti minaccia: Blackhat è questa roba lì, con the sexiest man alive secondo People, il biondaccione australiano Chris Hemsworth, a fare da action hero. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Film stasera in tv: ‘Animali notturni’ di Tom Ford (dom. 18 novembre 2018, tv in chiaro)

Animali notturni di Tom Ford, Canale 5, ore 23,21. Prima tv. Domenica 18 novembre 2018.
NOCTURNAL ANIMALSAnimali notturni (Nocturnal Animals), un film scritto e diretto da Tom Ford. Con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Michael Shannon, Armie Hammer, Andrea Riseborough, Isla Fisher, Aaron Taylor-Johnson.
NOCTURNAL ANIMALSBuonissimo secondo film di Tom Ford dopo A Single Man. E se di solito gli stilisti e i fotografi di moda che passano al cinema non ce la fanno ad andare oltre i formalismi e le patinature del loro mondo di origine, Ford si conferma invece regista vero, autore vero. Con una storia giocata su due piani contrapposti, quello del benessere e della bellezza, e quello oscuro, selvaggio, della minaccia e della distruzione. Ma è la vendetta il vero motore di Animali notturni. Voto 7
_DSC5119.NEFRecensione scritta dopo la proiezione al festival di Venezia 2016, dove Animali notturni ha poi vinto il Leone d’argento.
Quando uno stilista, o un fotografo di moda, si mette a fare cinema di solito è una delusione, se non un fallimento clamoroso. Si può esser certi in partenza che il risultato sarà un prodotto leccato e laccato, in cui ogni cosa è estetizzata (e anestetizzata) in ottemperanza all’idea di Bellezza che nella moda domina, una perfezione formale algida ed esteriore in grado di comunicare tutt’al più una seduzione artificiale chiamata glamour. La moda fissa e congela, il cinema – già nella sua dicitura originaria di immagini in movimento – al contrario libera e scioglie. Mondi, linguaggi incompatibili (ed è anche il motivo per cui i film sulla moda sono spesso orrendi). Per questo è un vero miracolo che Tom Ford, di cui sappiamo cos’abbia fatto come fashion designer soprattutto nel suo periodo Gucci (reinvenzione e rifondazione di un marchio, anche commercialmente), nei due film che ha girato finora – prima A Single Man, adesso questo Nocturnal Animals – non abbia applicato l’estetica della sfilata, ma anzi se ne sia scostato realizzando del vero cinema. Tom Ford è un autore, quanto grande è ancora da stabilire, ma certo non si accontenta di imprigionare in splendidi abiti i suoi personaggi e di immergerli in impeccabili interni, e di fotografare il tutto con una patina lucente. Nocturnal Animals è interessante per più motivi, ma soprattutto per come Tom Ford lucidamente, consapevolmente, ostinatamente destrutturi il glamour e la bellezza ossificati, immettendo la brutalità e la forza dello sporco, del lurido, dell’imperfetto, del fallato. Della bruttezza. La sequenza iniziale è la chiave per dircelo, donne obese, sfatte, oltre ogni possibile e immaginabile decadimento fisico che si esibiscono nude con qualche capo o accessorio addosso da cheer leader, ammiccando laidamente. Scopriamo subito che si tratta di una performance artistica in una galleria newyorkese retta da una signora assai determinato e assai potente nel ramo di nome Susan (Amy Adams, al suo secondo film di Venezia 73 dopo Arrival). Tom Ford sembra quasi voler cancellare la propria immagine di inventore di cose di moda e di mitologie di moda, o forse vuol dirci che Bellezza e Bruttezza sono intimamente connesse, e che la prima può nascere dalla seconda e che senza la seconda non potrebbe esistere, così come la prima è sempre a rischio di degradarsi e capovolgersi nella seconda. Operazione che può essere condotta nell’ambito dell’arte, ma non della moda, che, pena la propria estinzione o delegittamazione, non può permettersi di mostrare il proprio lato oscuro, ma solo quello illuminato, solo quello che sta sotto il segno di Apollo. Solo che siamo tutti animali notturni, o almeno c’è sempre in noi un qualcosa dell’animale notturno. Lo stesso film si struttura su due piani di racconto opposti, il primo è quello del benessere e dell’apparente armonia, il secondo è il lato selvaggio. Piani cui Tom Ford applica due registri diversi. Levigato anche senza leccature modaiolistiche nel primo caso, sporco e brutalista nel secondo. Due campi contrari e speculari, ma che sotterraneamente si comunicano e si ibridano. Susan è al centro del primo dominio con la sua galleria d’arte, e potete imaginare la bella e fatua e stronza gente che la circonda e che si accalca ai suoi opening. Sta con uomo che non la ama più, se mai l’ha amata, che è anche il braccio organizzativo dell’azienda. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il film imperdibile stasera in tv: ‘L’assassino’ di Elio Petri (dom. 18 novembre 2018, tv in chiaro)

L’assassino, Rai Storia, ore 21,07, domenica 18 novembre 2018.
Un film di di Elio Petri (1961, Italia). Con Marcello Mastroianni, Salvo Randone, Micheline Presle, Cristina Gajoni, Spiros Focas, Paolo Panelli, Toni Ucci. Un uomo viene condotto in questura. Perché? Attraverso una narrazione frantumata, di scomposizione-ricomposizione e incastri progressivi, scopriamo chi è e il delitto del quale lo si accusa. Elio Petri esordisce a 31 anni, e mostra già di essere un autore eccentrico, unico. Molto italiano e molto cosmopolita.Un film ritrovato, un’operazione di cine-archeologia che vorremmo vedere più spesso. Grazie alla collaborazione tra Cineteca comunale di Bologna, Museo del cinema di Torino e la Titanus è stata restaurata l’opera prima di Elio Petri, L’assassino. Una riscoperta, anzi per me che non l’ho potuto vedere in quel remoto 1961, una scoperta. Sarà l’effetto nostalgia, ma si resta annichiliti (positivamente) di fronte a un film così complesso e maturo, condotto da un Elio Petri appena trentunenne ma già dotato di uno stile personale, dal segno forte, assai riconoscibile. Lo so che il passatismo e lo sguardo volto all’indietro son brutte malattie, debolezze cui non bisogna soggiacere, ma Dio mio come si fa a non provare ammirazione e rimpianto – e rabbia per l’oggi – rivedendo il cinema italiano, certo cinema almeno, di quell’età dell’oro? Dico quei primissimi anni Sessanta, con Rocco e i suoi fratelli di Visconti, L’avventura e L’Eclisse di Antonioni, La dolce vita e Otto e mezzo di Fellini, La ciociara di De Sica, Divorzio all’italiana di Germi e gli esordi in rapidissima sequenza di Olmi, Taviani, De Seta, Pasolini, Ferreri, e Petri appunto. Poi Il sorpasso, I mostri, I soliti ignoti, La grande guerra, Tutti a casa, Una vita difficile. Vengono le vertigini. La qualità era tale che questo L’assassino fu apprezzato, ma rischiò di restare in ombra vista la concorrenza di capolavori e quasi-capolavori. Adesso ci appare come un’opera assoluta, di abbacinante bellezza anche formale, di raffinata costruzione in cui si ritrovano echi e influssi dello strutturalismo e della Nouvelle Vague.
Un antiquario romano piacione e ruffiano, e parecchio ambiguo (anche ricettatore quando gli conviene), che viene dal nulla e si è fatto il negozio in centro e una buona cientela facendosi mantenere e foraggiare dalla danarosa e matura amante, viene brutalmente condotto in questura da una masnada di rozzi poliziotti che non si fermano di fronte alle sue proteste. Lui, un perfetto Marcello Mastroianni indolente e cinico, viene lasciato in attesa nelle inospitali anticamere della questura senza che nessuna gli riveli il perché della convocazione, e intanto vediamo in flashback e in sequenza sconnessa la sua vita. Il paese del Lazio profondo da cui proviene. Il nonno antifascista. La madre rassegnata. La sua astuzia e la sua mancanza di scrupoli, la capacità di usare gli altri, fin dai tempi della scuola. Il suo fascino lucidamente esercitato per farsi largo. La sua piccola grande ascesa sociale sempre sostenuta da donne manipolate da lui e a lui devote. La matura, disincantata, disillusa amante (una fantastica Micheline Presle) moglie del suo migliore amico, colei alla quale deve tutto e cui è ancora legato da debiti da onorare e avvinghiato da una passione contorta che non riesce a sciogliersi. La giovane, biondissima, procace (aggettivo a quei tempi molto usato) fidanzata figlia di un ricco industriale framaceutico. Finché, in questo racconto a incastri di destrutturazione-ricostruzione del tessuto narrativo, di salti e slittamenti spazio-temporali, apprendiamo che l’amante è stata uccisa e che lui, l’apparente rispettabile antiquario Alfredo Martini di anni 35, è il maggior indiziato. Il commissario, uno strepitoso Salvo Randone al vertice della sua arte interpretativa fatta di silenzi, oblique allusioni, sguardi laterali e sghemba, oscura sicilianitudine, se lo giostra – con maestria da sbirro consumato che tutto ha visto e conosciuto – quell’omuncolo narciso e debole, lo sbatte in cella e lo richiama, in una strategia spietata da inquirente onnipotente da tempi pre-garantisti. Proprio quando sembra che il nostro non ce la faccia a sottrarsi a quella macchina diabolica, a quella fabbrica di colpe e di colpevoli, verrà trovato il vero assassino e lui sarà scagionato e liberato. Ma niente sarà più come prima. Quel viaggio giù nel fondo l’ha cambiato e contaminato per sempre, e quella sua risata ebbra e folle all’ultima inquadratura ce lo rivela. Ora, è evidente l’ambizione di Petri e dei suoi sceneggiatori (Massimo Franciosa, Pasquale Festa Campanile, Tonino Guerra) di costruire un racconto e una parabola e una narrazione che restituiscano qualcosa dell’insensatezza dell’uomo-massa posto di fronte alla macchina burocratica dei moderni apparati, c’è Kafka, ovvio, c’è fors’anche qualcosa della critica alla modernità della Scuola di Francoforte di Adorno e Horkheimer, e magari pure un’eco dei processi staliniani, insomma siamo molto lontani dal cinema di nuovo realismo e di radicamento nel sociale egemone in quegli anni in Italia. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Film stasera in tv: ‘Caccia al ladro’ di Alfred Hitchcock (sabato 17 novembre 2018, tv in chiaro)

Caccia al ladro di Alfred Hitchcock, Paramount Channel, ore 21,10. Sabato 17 novembre 2018.
Considerata un’opera minore di Hitchcock, come se di un maestro come lui fossero davvero possibili cose minori. Forse piaciuto meno ai sopracciò della critica e storia del cinema per il suo disinvolto mescolare thriller e rosa, che peraltro è di Hitchcock cifra ricorrente (si pensi a La finestra sul cortile). Anche, il set che fece incontrare, e innnamorare, Grace Kelly e Ranieri di Monaco. Hollywood perse una stella, la mitologia moderna ci guadagnò un a principessa bionda come nelle favole-favole. Tutta colpa, o merito, del signor Alfred Hitchcock che pensò di girare questa giallo-rosa, e più rosa che giallo, sulla Costa Azzurra. Un famoso ladro di impeccabile eleganza, detto Le Chat, il gatto, si è ormai ritirato nella sua villa nel sud della Francia dopo essersi guadagnato la rispettabilità con il suo contributo alla resistenza francese. Ma una serie di furti di gioielli gli vengono (ingiustamente) attribuiti, sicché scenderà in campo per difendere il proprio onore e smascherare il vero colpevole che si spaccia per lui. Avrà modo di conoscere la figlia di un milionaro americano, e sarà amore, benché tra molti bisticci e baruffe da sophisticated comedy. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Film stasera in tv: ‘La croce di fuoco’ di John Ford (sab. 17 novembre 2018, tv in chiaro)

La croce di fuoco, Rete Capri 8canale 66 dt), ore 21,00. Sabato 17 novembre 2018.
Annex - Fonda, Henry (Fugitive, The)_01Nel 2014 è ucito in qulche sala, quasi clandestinamente, Cristiada: film assai interessante nel suo rievocare una pagina di storia dimenticata del Novecento, la feroce repressione contro i cattolici da parte del Messico laicista negli anni Venti e oltre, e la successiva rivolta dei Cristeros, i soldati di Cristo. Bene, di quel passaggio drammatico nella storia latinoamericana già parlava il cattolico di origine irlandese John Ford del 1947 in questo film pure assai dimenticato e rimosso dalle coscienze, dove si racconta di un prete in fuga dalle persecuzioni anticristiane in un non definito paese latino-americano. Graham Greene, autore del romanzo Il potere e la gloria da cui il film è stato tratto, invece proprio al Messico, a quel Messico, si riferiva. Continua a leggere

Pubblicato in cinema, Container, film, film in tv | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento