Film stasera in tv: MISTERO A CROOKED HOUSE (venerdì 7 agosto 2020)

Mistero a Crooked House, Paramount Network, ore 21:10. Vnerdì 7 agosto 2020.
Agatha Christie-movie del 2017 di buon budget, con i soliti ottimi attori e purtroppo la solita fattura paratelevisiva. E però una visione se la merita, perché tratto da quello che resta uno dei migliori mystery della scrittrice (e da lei il più amato), con un finale di una durezza che non ci si aspetterebbe. E che mostra tutto il disincanto e l’implacabilità di cui era capace Agatha Christie. Una scrittrice della crudeltà, altro che tappezzerie e tazze da té all’ombra della canonica. Il ricco patriarca muore nel suo castello inglese, si sospetta l’omicidio, si dà la caccia al colpevole: molti ovvio i sospetti. Con Glenn Close, Terence Stamp, Max Irons (figlio di), Julian Sands. Alla regia di Gilles Paquet-Brenner.

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Film stasera in tv: LO STATO CONTRO FRITZ BAUER (ven. 7 agosto 2020)

Lo stato contro Fritz Bauer, Rai Movie, ore 22:50. Venerdì 7 agosto 2020.

Lo Stato contro Fritz Bauer (Der Staat gegen Fritz Bauer) di Lars Kraume. Con Burghart Klaußner, Ronald Zehrfeld, Sebastian Blomberg, Jörg Schüttauf. Germania 2015. Vincitore al Festival di Locarno 2015 del premio del pubblico UBS Piazza Grande.
La vera storia del procuratore capo Fritz Bauer che negli anni ’50 cercò di estradare Eichmann da Buenos Aires e portarlo davanti a un tribunale tedesco. Non ci riuscì per il boicottaggio delle alte sfere. Un eroe borghese celebrato con questo film (e anche in Il labirinto del silenzio) dopo decenni di oblio e rimozione. Ma il film è di confezione troppo piatta per staccarsi dal gruppo. Con però una sottopista gay non così convenzionale.
OC828179_P3001_195258Un pezzo della storia della Germania post-bellica, la Germania del boom che cerca di dimenticare il nazismo e pensa soprattutto a ricostruire e rifarsi una verginità. Storia vera (emersa solo dieci anni dopo la sua morte) del procuratore generale Fritz Bauer, già socialista ai tempi di Weimar, ebreo sopravvissuto alla Shoah, che negli anni Cinquanta, grazie a una soffiata dall’Argentina, viene a sapere che Adolf Eichmann si nasconde sotto falso nome a Buenos Aires. Vorrebbe portarlo in Germania e processarlo per i suoi crimini (era lui a organizzare nell’Europa occupata dai tedeschi i treni verso i campi di sterminio), ma non ci mette molto a rendersi conto di come il potere, chiamiamolo così, non ha nessuno voglia di scoperchiare quel che è stato silenziato e sepolto. A dargli una mano, solo un suo coraggioso collaboratore. Decide allora di passare le informazioni al Mossad israeliano, con il rischio di essere incriminato in Germania per alto tradimento. Sappiamo com’è finita: Eichmann rapito dal Mossad, portato a Gerusalemme, processato, condannato a morte. Il film è di vecchia, solida confezione televisiva, senza la minima invenzione di forma, stile, linguaggio. Un onesto prodotto che ha il solo merito di ricostruire la storia dimenticata di un uomo-coraggio. C’è anche una sottotrama gay (no, non riguarda Eichmann), con un travestito che di colpo spalanca le gambe rivelando quel che c’ha in mezzo. Chissà che effetto avrà fatto qualla spaccata nuda quando al festival di Locarno 2015 han dato Der Staat gegen Fritz Bauer sullo schermo immenso della Piazza Grande (io l’avevo visto qualche ora prima in proiezione stampa in una sala piccola, il Kursaal). E però il film è piaciuto assai, visto che il publico l’ha votato poi come il migliore tra quelli proiettati in piazza. Del resto, come dice un mio amico, a Locarno sono gli spettatori di lingua tedesca a egemonizzare la platea, ed è il motivo per cui quasi sempre a vincere son film tedeschi o della Svizzera tedesca.
Curiosamente, il personaggio del procuratore-capo Fritz Bauer è spuntato anche in un altro film made in Germany di qualche anno fa, Il labirinto del silenzio, dov’era un’altra volta ostinatamente alle prese con un’indagine su un criminale nazista, non Eichmann però, ma il mad doctor di Auschwitz Josef Mendele. Soltanto qui, in Lo Stato contro Fritz Bauer, però si allude a certi suoi trascorsi omosessuali. E la sottotrama gay che coinvolge il suo assistente è anche l’elemento che differenzia il film da molti altri Holocaust-movies, immettendo un’aria di peccato, di scandalo, di ricatto sessuale a mezza strada tra i loschi kabarett di Berlino al tempo di Weimar e storie e storiacce tipo La ragazza Rosemarie, uno dei più grandi successi del cinema tedesco negli anni Cinquanta. Burghart Klaußner, che è Bauer, lo si è visto in Il ponte delle spie, Ronald Zehrfeld, il procuratore incastrato, è in patria un divo (era in La scelta di Barbara di Christian Petzold).

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24 film stasera in tv (giovedì 6 agosto 2020, tv in chiaro)

300

Defiance

Cliccare il link per la recensione di questo sito. Alcune possono riferiris a una precedente messa in onda o all’uscita in sala.

Arrivò l’alba di Delmer Daves, Rete Capri, ore 21:00.
Piccole donne di Gillian Armstrong, Paramount Network, ore 21:10.
Non il classico diretto da Mervyn LeRoy, quello per capirci con June Allyson e Liz Taylor, non l’ultima versione firmata Greta Gerwig, ma il remake vagamente femminista del 1994 dell’australiana Gillian Armstrong. Le storie di Jo, Meg, Beth ed Amy, e i loro diversi tragitti di crescita e emancipazione. Con Kirsten Dunst, Winona Ryder e Clare Danes. Susan Sarandon è la madre. Vedibile, ma LeRoy è meglio.
Transcendence, Rai Movie, ore 21:10.
Sci-fi thriller del 2014 di alte ambizioni e però disastrosi effetti al box office, uno dei molti flop degli ultimi anni con protagonista Johnny Depp. Uno scienziato che lavora sull’intelligenza artificiale viene ucciso da un gruppo di guerriglieri antitecnologici. Ma la vedova farà impiantare il cervello del marito in un computer, e da quell’innesto nascerà una super mente connessa attraverso la rete con tutto il mondo, e in grado di dominarlo.
Spaghetti a mezzanotte di Sergio Martino, Ciine34, ore 21:10.
La pochade italiana tra fine Settanta e primi Ottanta. Lino Banfi e Barbara Bouchet diretti al solito da Sergio Martino. Con qualche pretesa in più rispetto alle sexy-commediacce del periodo. Ampiamente sdoganato e rivalutato.
Step Up, la5, ore 21:10.
Batman di Tim Burton, Italia 2, ore 21:20.
Il primigenio, l’autentico, quello del 1989 diretto e (re)inventato da Tim Burton. Molto poco somigliante al fumetto da cui è tratto, molto somigliante alle ossessioni e ai fantasmi timburtoniani. Con il memorabile Joker di Jack Nicholson che si divora tutto il film e lo sottrae al protagonista Michael Keaton. Gotham City è un fosco delirio gotico da paura che ricorda da vicino la Metropolis tardoespressionista e weimariana di Fritz Lang. Resta da stabilire se sia meglio il B. secondo Burton o quello rebootizzato da Nolan. Ma dopo questo film il cinema-cartoon non sarà più lo stesso.
Ronin di John Frankenheimer, Nove, ore 21:25.
Mamma Mia! di Phyllida Lloyd, Rete 4, ore 21:25.
Sei mai stata sulla luna? di Paolo Genovese, Rai 1, ore 21:25.
Paolo Genovese prima dei notevoli The Place e Perfetti sconosciuti. Una stronzuccia che se la tira tra moda e vari glamourismi e viaggi internescional si ritrova a ereditare una masseria in Puglia. Immaginatevi con che arietta e puzza sotto il naso andrà a visitare la proprietà. Invece. Invece verrà conquistata dal bello del luoghi e di un masculo locale (Raoul Bova difatti) e dall'”autenticità” del borgo. Mah.
300 di Zack Snyder, Italia 1, ore 21:30.
Piranha 3D di Alexande Aja, Cielo, ore 22:55. Non proprio il remake del mitologico Piranha Paura anni Settanta di Joe Dante, ma certo a quello assai ispirato. Acque insanguinate dai feroci banchetti dei piranha, ghiottissimi di carne umana. Succede tutto in una vallata americana, dove un terremoto rimette in circolo sul fondo di un lago certi superpiranha preistorici (anche qui!). Dirige il talentuoso francese poi passato a Hollywood Alexandre Aja, uno che all’horror ha dato qualcosa di buono (Alta tensione).
Fracchia la belva umana, Cine34, ore 23:00.
Scopri la differenza tra un film di Fantozzi e uno di Fracchia come questo: stesso Villaggio, stesso Parenti alla mdp, stessa sfiga del travet.
Defiance, i giorni del coraggio di Edward Zick, Iris, ore 23:05.
The Tourist di Florian Henckel von Donnersmarck, Rai Movie, ore 23:10.
Grandi speranze di Mike Newell, Paramount Network, ore 23:15.
Most Beautiful Island di Ana Asencio, Rai 4, ore 23:25.
Destini incrociati di Sydney Pollack, rai 1, ore 23.35.
Rom-com con qualche implicazione politica girata dal grande Sydney Pollack nel 1999 e rivelatosi uno dei flop della sua altalenante carriera. Un poliziotto e una candidata repubblicana al Congresso soprono che i rispettivi coniugi, morti in un disastro areo, erano amanti. Cercando di chiarire i molti misteri irrisolti della storia cominceranno a conoscersi, e a innamorarsi. Con Harrison Ford e Kristin Scott-Thomas. Più che vedibile: un film di Pollack non è mai insignificante.
To Rome with Love di Woody Allen, Rete 4, ore 23:40.
Ouija: l’origine del male, Italia 1, ore 0:00.
Elena sì… ma di Troia di Alfonso Brescia, Cine34, ore 0:50.
Sollazzi e sfrenatezze nei modi del decamerotico (siamo nel 1973), scaraventati però nella cornice di un’antichità alquanto rivisitata. Due ragazzotti dai forti appetiti finiscono a Troia alla corte di Menelao, Paride e la rapita (consenziente) Elena. Ogni alcova sarà sconvolta. Con Don Backy, allora star del genere. Dirige Alfonso Brescia, futuro regista dei Merola-movies.
La Calandria di Pasquale Festa Campanile, Rai Movie, oe 0:55.
Tentativo di Lando Buzzanca, anno 1972, di nobilitarsi con questo film di Festa Campanile tratto dalla farsa cinquecentesca del cardinal Bibbiena. Imperdibile per i cultori del siculo Buzzanca, assatanata sex machine del nostro cinema di quegli anni. Il quale qui, nel ruolo dell’impenitente Lidio, scommette quanto ha di più prezioso tra le cosce che conquisterà una bella assai custodita e protetta. Ricorrerà a ogni trucco per penetrare nel palazzo della preda, compreso il travestimento femminile.
Harsh Times – I giorni dell’odio di David Ayer, Rai 2, ore 1:05.
Universal Soldier: il giorno del giudizio, Tv8, ore 1:15.
Quarto della saga Universal Soldier, in Italia Nuovi eroi. Con Van Damme quale UniSol, combattente costruito in laboratorio stavolta convertitosi in giustiziere (e il villain da colpire è colui che lo ha progettato). Fantasie e vendette edipiche secondo il canone Van Damme.
Senza sapere niente di lei di Luigi Comencini, Cine34, ore 2.15.

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Film stasera in tv: MOST BEAUTIFUL ISLAND di Ana Asensio (giov. 6 agosto 2020)

Most Beautiful Island di Ana Asensio, Rai 4, ore 23:25. Giovedì 6 agosto 2020.

Nonostante il suo poverismo, la sua evidente scarsità di mezzi, un assai buono e inventivo horror con riflessi sociologici presentato al Torino Film Festival 2017 e lì trasformatosi in piccolo culto. Meritatamente. Opera prima dell’attrice-regista Ana Asensio, è di quei film che molto devono alla grande sequenza dell’orgia mascherata al castello di Eyes Wide Shut, di cui qui si riprendono alcuni elementi immettendoli all’interno di un film di paura: che è anche un modo cifrato e una strategia narrativa di genere per parlare di marginalità sociale femminilie e di immigrazione clandestina in America. Una giovane attrice spagnola a New York (la stessa Ana Asensio), senza lavoro e ridotta alla disperazione, accetta la proposta di un’ambigua amica di partecipare a certe misteriose feste segrete in cambio di una buona paga. Sarà ovviamente una trappola. Con echi kubrickiani, ma anche di film come The Most Dangerous Game. E una volta tanto non è superfluo né fastidiosamente ideologico parlare di cinema al femminile, di uno sguardo femminile su una materia pure già molte volte raccontata al cinema.

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Film stasera in tv: RONIN di John Frankenheimer (giov. 6 agosto 2020)

Ronin di John Frankenheimer, Nove, ore 21:25. Giovedì 6 agosto 2020.
Cinque mercenari e una misteriosa valigetta da rubare. Ottimo noir scritto (in incognito) da David Mamet, diretto dal maestro John Frankenheimer al suo ultimo grande film – anno 1998 – e interpretato dalla coppia di duri Robert De Niro-Jean Reno. Location francese, tra Parigi e Costa Azzurra. Tesissimo, costruito impeccabilmente come i film d’azione di una volta, quando gli effetti speciali e la violenza ancora non prevalevano sul plot. I Ronin erano i samurai erranti restati senza maestro o padrone e costretti a sopravvivere come potevano, qui sono contactor dismessi dalle loro agenzie e adesso sul mercato: finiranno coinvolti in uno sporco gioco.

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