Film imperdibile stasera in tv: MIDSOMMAR di Ari Aster – merc. 21 agosto 2024

Midsammmar – Il villaggi dei dannati di Ari Aster (2019). Rai 4, ore 21:18, mercoledì 21 agosto 2024. Anche su RaiPlay.
Ari Aster è tra i registi di (semi)nuova generazione uno dei maggiori e questo Midsommar il suo film finora più alto. Anche se Beau is Afraid pur nei suoi eccessi e nelle imprfezioni gli sta pressoché alla pari. Talento smisurato, Aster non è mai riuscito a piegarsi alla medietà e alla convenzionalità del cinema facile, pur praticando i generi più popolari. Qui siamo nel campo dell’horror nella sua variante etno-antropologica. Un film che mi ha smosso nel profondo come nessun altro negli ultimi dieci annie, tanto da non farmi dormire dormire per tre notti se non tra incubi insostenibili. Realmente pertubante come solo pochissimo sanno confezionare (Haneke, il miglior Lanthimos tra loro). Cinque studenti americani lasciano gli Stati Uniti per andarsene in vacanza nel villaggio profondo-svedese da dove è originaria la famiglia di uno di loro. Si ritroveranno in quello che nei primi giorni sembra loro un villaggio-comunità ancorato ai cicli cosmici, ai ritmi della natura, una natura interrogata, domata, aggirata, assecondata attraverso riti ancestrali che paioni veire da una cultura precristiana miracolosamente preservatasi fino a oggi. Pensiero magico, animali toemici, sciamanesimi, cerimoniali prima suggestivi poi sempre più cruenti. I ragazzi venuti da lontano, dalla pragmatica e laicizzata America urbana, sprofonderanno via via negli abissi neri che si celano dietro quella parvenza di comunitarsimo felice e solidale. Ari Aster ci guida, implacablmente, sempre più giù, mentre ci sospinge a aggrapparci al solo personaggio in grado di reggere quella discesa nell’incoscnio, Dani, la ragazza del gruupo di studenti, man mano sublimata in quel contesto di primordiale religiosità in creatura oltreumana, in dea della rinascita, della vita. Dopo il lungo passaggio di tuttinei sotterranei della morte. Visivamente formidabile (Ari Aster è. Il film della definitiva affermazione di Florence Pugh. Attenzione: come uno degli anziani del villaggo riappare, in una scena da gelare il sangue, Björn Andrésen, il Tadzio del viscontiano Morte a Venezia. E già solo questo varrebbe la visione di Midsommar. Girato incredibilmente in una Ungheria rurale che si finge assai bene la Svezia profonda.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.