Film stasera in tv: PARIGI, 13Arr. di Jacques Audiard – lun. 24 agosto 2026

Parigi, 13Arr. (Les Olympiades) di Jacques Audiard, 2021.
Rai 5, ore 23:13, lunedì 24 agosto 2026.
Il film attrvaerso il quale Jacques Audiars ha ridefinito la propria immagine di autore, da specialista in noir duri e tosti (Un prophète, Sulle mie labbra, Dheepan) a cantore delle nuove identità in transito tra culture e generi. Mutazione culminata nel per me sopravvalutato ma assai fortunato Emilia Pérez.
Questo Parigi, 13 Arr. (sta per arrondissement nauralmente) lo precede di tre anni: presentato a Cannes 2021 ha abbastanza diviso la stampa (a me non è garbato granché), ma certo ha colpito tutti, critici e spettatori, per come Audiard, autore non più freschissimo, ha saputo adeguarsi con questo film ai nuovi svelti linguaggi del cinema e della comunicazione: macchina nervosa e prensile addosso ai personaggi, primi piani enfatizzati, passaggi repentini dai campi lunghi a inquadrature strette su dettagli minimi, montaggio sincopato alternato a lunghi piani sequenza con macchina a mano. Insomma tutta la ben nota cassetta di attrezzi del cinema anni Venti. E poi, storie di ragazzi, ragazze, giovani uomini, giovani donne in cerca di una propria definizione esistenziale e di professine,affetti e desideri. Non per niente il film è collocato in una delle aree più miscelate e multiculturali di Parigi, Les Olympiades nel Tredicesimo arrondissement dove è forte in particolare la comunitàdi origine cinese. Tra l’altro, è il quartiere in cui ha abitato a lungo lo scrittore Michel Houellebecq che vi ha ambientato uno dei suoi dei suoi libri fondamentali, La carta e il territorio. Houellebecq che comunque non c’entra con questo film, tutt’al più lo si puà considerare una presenza fantasmatica, atmosferica, una specie di genius loci.
In questo transito di Jacques Audiard verso un cinema astutamente allineato al nuovo dell’era digitate e virtuale fa parte anche il calcolato ricorso per la scenegguatura a due firme forti di generazini successive alla sua quali Céline Sciamma e Léa Mysius. Il risultato è un film (in un nervoso bianco e  nero) di strepitosa fattura, rapido, giovanilista, aggressivo nella sua forma cinema, perfetto per le platee under 30 che di un altro noir à la Audiard non avrebbero saputo che farsene.
Tre donne e un uomo a Les Olympiades. Camille, di origini cinesi, prende nel suo appartamento come coinquilino Camille, ragazzo di ascendenza africana, e sarà sjubito una cosa di amore e sesso. Ma lui è un inconstante: la sua strada si incrocerà con quella di Nora, appena arrivata a Parigi dalla provincia e decisa dopo una storia fallita a riprendere in mano la sua vita reiscrivendosi all’università. C’è perà una prsenza (fantasmatica)pronta a invadere la sua vita: quella di Amber, una camgirl che si guadagna da vivere con il sesso virtuale. Le due giovani donne si avvcineranno sempre di più, fino a  una sorta di osmosi di identità. Storia con risvolti omoerotici molto alla Sciamma e bravamente interpretata dalla Noémie Merlant di Ritratto della giovane in fiamme.
Ricordo forti applausi alla proiezione stampa a Cannes. Ma a me Parigi, 13 Arr. è sembrato subito più un’astuta operazione di riposizionamento di Audiars che un film mosso da una reale necessità interiore. Comunue, buona visione.

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