Un film-capolavoro stasera in tv: MULHOLLAND DRIVE di David Lynch (dom. 4 giugno 2017, tv in chiaro)

Mulholland Drive di David Lynch, Iris 4, ore 23,36. Domenica 4 giugno 2017.
22740929276469217310_ph2Non dirò troppo, perché per qualsiasi cosa io dica oltre l’indispensable rischio serissime reprimende, se non peggio, dalla schiera dei lynchiani puri e duri che non tollerano, non dico una sfregio, ma la benché minima obiezione al loro idolo.
Questo è un David Lynch del 2001, quindi già nella sua fase avanzata, quella in cui butta (o almeno sembra buttare) ogni residua voglia di fare cinema mainstream e se ne frega di ogni coerenza narrativa per levarsi in libertà nella pura visione, o forse delirio. Per i suoi devoti Lynch è il presente, il futuro e il futuro anteriore del cinema. Semplificando, diciamo che Mulholland Drive è uno psycho noir, con una ragazza senza memoria e un’aspirante attrice che si innamora di lei e cerca di aiutarla. Incubi, allucinazioni, fantasmi dal passato e anche dal cinema di una volta. Adorato dai critici sotto i 50 anni, regolarmente tra i più votati nei sondaggi sui migliori film degli anni Duemila, e di sempre. In fondo, assai più trasparente e decifrabile di quanto non appaia a una prima visione e di quanto lo stesso Lynch abbia abilmente fatto credere. Questa storia nella solita ambigua Hollywood dell’attrazione di una donna (bionda) per un’altra donna (mora) non solo cita e ricicla l’eterno tema del doppio e del rispecchiamento narcisistico, ma gioca spudoratamente con le immagine consacrate e depositate della nostra memoria del grande cinema americano del passato, in un tempo che è oggi, ma anche ieri e domani. Un tempo sospeso, fors’anche ciclico, da eterno ritorno. Nella prima parte la narrazione è destrutturata, stravolta, tra visioni, ossessioni, fantasmi, incongruenze e incoerenze varie, secondo una logica folle, o una follia logica, qualcosa comunque oltre la ragione. Ma la seconda parte del film spiega a poco a poco la prima, applicando abbastanza fedelmente le teoria freudiana dei sogni, secondo i ben noti principi dello spostamento, della rimozione, del capovolgimento. Sicché alla fine tutto torna e tutto si spiega. A meno che anche questo non sia un’altra beffa di Lynch. Con Naomi Watts e Laura Harring. Angelo Badalamenti non solo alle musiche, ma anche in partecipazione speciale come attore.

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