Film stasera (tardi) in tv: IL PROSSIMO UOMO di Richard C. Sarafian – sabato 10 aprile 2021

Il prossimo uomo di Richard C. Sarafian, Rai 3/Fuori orario, ore 1:30. Da domani su RaiPlay (verificare).
In una serata televisiva non così fitta di film imprescindibili, Il prossimo uomo rischia di essere la vera sorpresa, il culto, la cosa assolutamente da recuperare, magari da domani su RaiPlay dove di solito i film presentati in Fuori orario restano visibili per almeno una settimana. Ecco, a stupire se mai è che un film cone questo, dimenticatissimo, demolito dai critici d’America e d’Europa al suo apparire – correva l’anno 1976 -, senza nessuna reputazione nemmeno nei circoli più devoti al cinema di genere e disposti a ogni spericolato revisionismo, sia stato riesumato per essere immesso nella programmazione del contenitore più cinefilo e più orgogliosamente elitario che ci sia, e non solo su Rai 3, e non solo in Rai. Ma è appunto questo a rendere assai interessante la proposta. Tenendo conto poi che alla regia c’è un nome rispettabile come quello di Richard C. Sarafian, autore arruolato a suo tempo, primissimi Settanta, nei ranghi della New Hollywood per via del ribellistico, nichilista-anarcoide Punto Zero (Vanishing Point), peraltro unico titolo della sua filmografia a essersi davvero impresso nella memoria collettiva: tutt’al più qualcuno ricorda il successivo L’uomo che amò gatti danzante, non certo questo Il prossimo uomo del 1976. (Breve diversione-digressione: Richard C. Sarafian era il cognato di Robert Alman, di cui aveva sposato e risposato dopo un breve divorzio la sorella Helen Joan).
The Next Man resta uno strano, difficilmente classificabile thriller politico sconfinante nella spy story, al cui centro troviamo un ministro degli esteri dell’Arabia Saudita – siamo ai tempi dell’embargo petrolifero e della costituzione dell’Opec – che alle Nazioni Unite lancia una proposta temeraria, nientedimeno che un accordo con l’arcinemico Israele. Praticamente il grande satana per tutto il mondo arabo. Il piano del signor Khalil Abdul-Muhsen è di stabilire un’alleanza geopolitica tra i player del Medio Oriente al di là di ogni storica divisione per consolidare l’area e sottrarla agli appetiti delle superpotenze Usa e Urss (e alle manovre di vari terrorismi). Proposta che naturalmente suscita infinite ostilità e rigetti, tant’è che alle costole del ministro saudita vien messa una spia con il compito di farlo fuori. Segue un action teso al punto giusto e ingarbugliato. Con Sean Connery che, dopo il successo de Il vento e il leone di Milius, reinterpreta un personaggio arabo e ci riesce benissimo. Con la non così conosciuta  Cornelia Sharpe nella parte della ‘spia che mi amava. Con Adolfo Celi che ritrova un Connery dopo Operazione tuono. Ce n’è abbastanza per fare di Il prossimo uomo una visione irresistibile. Allora il plot sembrò folle. Oggi, dopo che con gli Accordi di Abramo del 15 settembre 2020 è stata raggiunta un’intesa storica tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein (con l’Arabia Saudita ancora fuori dal patto, ma in buoni benché non ufficiali rapporti con Tel Aviv in funzione anti-iraniana), il film di Sarafian sembra avere la forza della profezia.

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