3 FILM di Paolo Virzì stasera in tv. Si comincia con FERIE D’AGOSTO, seguono… (lunedì 16 agosto 2021)

1) Ferie d’agosto di Paolo Virzì, Cine34, ore 21:00.

Paolo Virzì e Laura Morante sul set

È passato un quarto di secolo da quando Ferie d’agosto, film epocale per come fotografava l’Italia divisa di allora e (metafora!) reciprocamente armata, arrivò nei cinema. Hanno pensato il Venerdì di Repubblica e il giornalista Franco Montini a celebrare l’anniversario e tracciare un bilancio, con tanto di intervista tutta da leggere a Paolo Virzì. Il quale smentisce subito fosse un film sulla discesa in campo (politico) di Berluscono e gli opposti schieramenti che ne derivarono, prlando piuttosto di scontro culturale. Intanto, rivediamocelo, Ferie d’agosto, opportunamente mandato in onda stasera da Rete 4, rete berlusconiana. Rieccoci di fronte alla messa in scena della (presunta) differenza antropologica tra l’Italia radical-chic e di sussiego de’ sinistra che si sente esteticamente e moralmente superiore, e quella buzzurra che si ingozza di televisione e altri selvaggi consumismi subculturali, insomma per dirla facile: berlusconiana. O almeno, berlusconiana secondo la visione e la caricatura messa a punto dall’Italia che berlusconiana non è. Siamo nel 1996, il Cavaliere d’Arcore inaspettatamente governa questo paese da oltre un anno. Paolo Virzì, il regista, intercetta quell’Italia spaccata in due (come quella di oggi,come l’Italia di sempre) e ci costruisce sopra e intorno questo arguto film (il soggetto è del Francesco Bruni di Scialla!). Dunque, a Ventotene si ritrovano dirimpettai di vacanza una famiglia intellò-romana democratica, progressista e di gusti sofisticati o almeno ritenuti tali, e un’altra di berluscoidi, padre bottegaio, moglie popolar-sguaiata e figlioli adeguati. Sarà scontro durissimo, di ideologie e modi di vita, poi si troverà una convivenza. Un film di Virzì alla Virzì, capace cioè di cogliere e descrivere un pezzo di questa Italia, ma poi incapace di andare davvero fino in fondo con il disincanto, la cattiveria, la perfidia, anche il malanimo, quelle cose che avevano fatto grande la commedia dei Risi e dei Monicelli cui il nostro chiaramente s’ispira. Mordace e cinico per metà, accomodante e piacione per il resto. Però il mestiere c’è. Ferie d’agosto è anche film di attori: Silvio Orlando, Laura Morante, Ennio Fantastichini, Sabrina Ferilli.

2) My Name is Tanino di Paolo Virzì, Cine34, ore 23:00.
L’ultima produzione Cecchi Gori prima della caduta. My Name is Tanino resterà invischiato nell’epic fail cecchigoriano, malamente distribuito, distrattamente recensito dalla stampa, rigettato dal pubblico. Del 2002, rappresenta la messa in cinema di un sogno americano, storia – e chissà se con una qualche eco autobiografica – di un ragzzo di Sicilia innamorato del cinema e di una turista made in Usa. Quando lei parte a fine vacanza cercherà di raggiungerla e sarà un tour buffo-picaresco attraverso gli Stati Uniti, sempre con il cinema in testa, tra molti stereotipi e qualche annotazione meno scontata. Con Corrado Fortuna e Rachel McAdams, allora quasi sconosciuta. Merita di sicuro una ri-visione. Virzì ritenterà nel 2017 l’avventura americana con Ella & John – The Leisure Seeker, girato in inglese. Sarà un altro smacco.

3) Baci e abbracci di Paolo Virzì, Cine34, ore 1:03.
Il più dimenticato dei film di Virzì. Del 1999, arriva due anni dopo Ovosodo, tre da Ferie d’agosto. L’origine è alto-letteraria, il Gogol di L’ispettore generale che peraltro già aveva ispirato, stando solo al nostro cinema, Gli anni ruggenti di Luigi Zampa con Nino Manfredi. Qui tutto si sposta nella provincia basso-toscana di tante storie di Virzì, tra due famiglie entrambe alle prese con il proprio fallimentare business: la prima si è vista pignorare il ristorante di proprietà, la seconda sta per essere travolta da un folle allevameno di struzzi in inesorabile perdita. Sperando di procacciarsi i finanziamenti pubblici che lo salverebbe dalla rovina, il clan degli allevatori invita in occasione del Natale un potente assessore regionale di nome Mario. Ma alla stazione ecco il fatale scambio di persona: al posto del Mario agognato si portaerano a casa un suo omonimo. Che altri non è che il ristoratore Mario pure lui sull’orlo della rovina. Il resto si snoda secondo secondo la consolidata tradizione della commedia degli equivoci, tra qui pro quo sempre assai divertenti (Virzì difficilmente delude). Con Francesco Paolantoni e Paola Tiziana Cruciani.
Nota: tutti e tre i film di stasera appartengono alla fruttuosa collaborazione tra Virzì e lo sceneggiatore (poi anche regsta) Francesco Bruni.

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